È scomparso a Roma, alla soglia dei 91 anni, Padre Ernesto Santucci s.j. Gesuita, figura di riferimento nel mondo cattolico, dello scoutismo e del volontariato sociale, padre Ernesto Santucci (nella foto col Papa) si è sempre occupato di giovani emarginati. Nato all’Aquila, dopo gli studi alla Sapienza di Roma, nell’immediato dopoguerra entra nella Compagnia di Gesù. Inizia il suo apostolato a Napoli, dove è tra i fautori della rinascita dello scoutismo cattolico. Docente di materie letterarie all’Istituto Pontano, negli anni ’70 fonda ai Quartieri Spagnoli una comunità – tra le prime in Italia – per accogliere ragazzi emarginati e dar loro risposte in termini di istruzione, assistenza sanitaria e avvio al lavoro. Negli anni ’80 apre “Il Pioppo” a Somma Vesuviana, la prima comunità terapeutica in Campania.

Caduto il regime dittatoriale albanese, opera incessantemente in Albania per oltre vent’anni, affiancando l’opera di evangelizzazione con la realizzazione di chiese, scuole e ospedali. In occasione del suo cinquantesimo di sacerdozio, gli viene conferita la decorazione pontificia “Pro ecclesia et Pontefice”. Negli ultimi anni si stava occupando attivamente dell’istruzione dei minori e dell’inserimento al lavoro dei giovani albanesi. Tra i suoi libri più recenti “Io sono un Albanese”, “Lo scarto” e “La mia paranza”, editi da Avagliano.