“Quello che è successo la notte tra sabato e domenica è qualcosa di aberrante, nei corridoi della medicina d’urgenza del Cardarelli suonava un campanello, lampeggiava una luce rossa. Una richiesta di aiuto da parte di un paziente, quel suono era diventato assordante e nessuno rispondeva a quella disperata richiesta! Forse perché il personale sanitario giocava a carte? Dormiva? Stava cucinando? QUESTO È IL PENSIERO COMUNE, E INVECE NO! Il personale era sotto un brutale attacco fatto di spintoni calci e pugni da parte di chi non ha vissuto bene la morte di un parente”. A raccontarlo Nessuno Tocchi Ippocrate.
“Quel paziente che chiedeva aiuto è morto, è morto senza avere una seconda chance, è morto per colpa di alcune persone che non hanno avuto alcun rispetto per un luogo sacro, paragonabile ad una chiesa, come il reparto di un ospedale! Luogo dove la gente soffre, spera, fissa un soffitto immaginando le mura di casa propria! Queste persone senza cuore non hanno saputo piangere con dignità il proprio parente causando la morte di un altra persona! Evento eccezionale? Assolutamente no, questo avviene spesso anche quando vengono aggrediti gli equipaggi del 118, difatti molte persone muoiono in attesa di una ambulanza che non arriverà poiché sotto uno scellerato attacco da parte di chi “aveva fretta” magari per una banalità”.
“Gridiamo giustizia per noi, personale sanitario aggredito quotidianamente, e gridiamo giustizia per Giorgio (nome di fantasia) che è morto nel letto della medicina d’urgenza del Cardarelli senza aver il conforto dei suoi cari, ma sopratutto l’aiuto dei medici.
Governo ci sei? Ci vedi? Si vedono i lividi sul nostro volto? Drappelli di polizia negli ospedali, telecamere di sicurezza, riconoscimento giuridico della qualifica di pubblico ufficiale”.