Era in arresto con altre tre persone, suoi parenti, come responsabile di un omicidio, quello di Maurizio Cerrato, 61 anni. Ucciso a Torre Annunziata ad aprile scorso per aver difeso la figlia Maria Adriana che aveva trovato l’auto con una gomma tagliata perche’ parcheggiata in strada. Ma in un luogo considerato privato e contrassegnato da una sedia. Ora è scarcerato dal gip, dopo la richiesta avanzata dalla Procura per carenza di gravi indizi di colpevolezza. La richiesta di liberare Antonio Venditto e’ arrivata infatti dai pm che hanno chiesto ai carabinieri oplontini di svolgere capillari e minuziose indagini dopo che l’uomo, essendosi dichiarato estraneo all’omicidio sebbene fosse stato riconosciuto dalla figlia della vittima in fotografia in sede di incidente probatorio davanti al gip, ha fornito un alibi.

Proprio controlli sull’alibi hanno mostrato che alcuni testimoni oculari dell’omicidio avevano un atteggiamento omertoso, e persino, in qualche caso, erano arrivati ad alterare fonti di prova, cancellando filmati del sistema di videosorveglianza del garage in cui si sono svolti i fatti. Dunque, gli inquirenti hanno constatato che l’alibi fornito la Venditto non era incompatibile con la sua presenza nel luogo del delitto o con la sua partecipazione allo stesso, ma che comunque l’uomo era estraneo all’omicidio. Una consulenza informatica ha recuperato le immagini dei filmati di videosorveglianza cancellate e a quel punto la figlia della vittima, vedendole, non lo ha piu’ riconosciuto tra le persone presenti. Inoltre, alcuni indagati per favoreggiamento personale, hanno escluso la presenza di Venditto, riferendo invece quella di un’altra persona. Le indagini proseguono.