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Cis di Nola di Napoli: al via il II appuntamento al C.A.M. Museum Antonio Cammarota, “custodia” d’eccellenza di 80 anni di storie calcistiche e passione azzurra

Presso i locali dell’isola 1 del CIS di Nola, su iniziativa della nota famiglia di imprenditori Cammarota, ieri pomeriggio e per il secondo anno consecutivo, si è rinnovato l’ appuntamento al C.A.M. con i tifosi azzurri. La prima inaugurazione risale al 2 ottobre dell’anno scorso. Un doppio legame non solo in termini di discendenza familiare (quarta generazione) ,ma soprattutto per sancire l’unione tra il collante sociale dello sport, il gioco del Calcio, la squadra del Napoli  e la tifoseria partenopea. Un museo ricco di “cimeli” di ogni genere: palloni da calcio, maglie originali, tute, vecchi abbonamenti e biglietti di partite svoltesi in campo, foto storiche con firme prestigiose  e  veri e propri “pezzi d’arte” del compianto Diego Armando Maradona. Una collezione privata policromatica e che si tramanda da quattro generazioni, grazie all’ idea del “Nonno Vincenzo” che decise di omaggiare colui  divenuto ormai leggenda nel panorama mondiale del settore: il compianto Diego Armando Maradona. Luogo di esposizione  quasi  mistico, in un contesto moderno a tratti surreale e che racchiude un mix di colori e dinamicità  grazie a “veri capolavori”. Altresì sede per accogliere eventi sportivi e di solidarietà,  incontri per appassionati e tifosi,  trasmissioni sportive ed incontri per addetti ai lavori. Protagonista indiscusso della kermesse del circuito calcistico,  non poteva che essere il “Pibe de Oro”, ossia Diego Armando Maradona. Figura leggendaria  e da sempre icona di ispirazione di giovani promesse e semplici appassionati che si identificano in quel  ragazzo di origini umili, nato il 30/10/1960 a Lanùs, in  un quartiere periferico di Buenos Aires.  Quinto  degli otto figli di Diego Maradona Senior e di Dalma Salvadora Franco, di origini parzialmente italiane e croate, dovute dal nonno materno Mateo Cariolichi (Matej Kariolicì), mosse  i suoi primi passi  giocando da dilettante nelle strade nei dintorni della sua  dimora natìa per poi raggiungere le vette più alte e prestigiose ormai divenute storiche nei ruoli di allenatore di calcio, dirigente sportivo, e calciatore argentino di ruolo fantasista, campione del mondo nel 1986  e vicecampione dl mondo nel 1990 con la nazionale argentina, con ben 22 marcature e per due anni consecutive che non potevano non conferirgli il titolo di “D10S” del pallone.

Una vera e propria festa, svoltasi all’esterno del padiglione e nel rispetto delle regole anti-Covid, con stuzzicherie e bevande di ogni genere e con torta finale. Un vera atmosfera all’insegna del relax e del divertimento, nonostante l’afa ed il caldo che non hanno scoraggiato i presenti a trascorrere una domenica pomeriggio all’insegna della musica (grazie all’ autobus di Maradona), omaggi di prodotti come la pasta De Cecco di Maradona e 1 sorteggio grazie al quale i  premiati hanno ricevuto in dono: maglie azzurre, palloni, quadri e trolley da viaggio. Il tutto mentre all’ interno si registrava la diretta telesiva dell’ emittente TVA, con i mitici ospiti d’onore nonchè “fratelli e amici di avventure dentro e fuori il campo” quali: Pietro Puzone, “pupillo” di Maradona; i campioni che nel 1986-87 regalarono la prima gioia al popolo napoletano, il primo scudetto del Napoli; colui che segnò il goal decisivo contro la Fiorentina Andrea Carnevale; il libero Alessandro Renica. Ed ancora: il capitano dei capitani Peppe Bruscolotti detto “Pal e fierr”; Giuseppe Volpecina e l’allora giovane ed ancora gagliardo Antonio Carannante. Presenti anche artisti del mondo dello spettacolo come  il maestro e comico Fischietti che dirigeva da ex arbitro le varie relazioni all’esterno ed il “sosia” del noto cantautore Antonello Venditti e Francesco Cammarota, degno discendente dei noti imprenditori. La nascita del museo è un’iniziativa di Francesco Cammarota in omaggio ad Antonio Cammarota, scomparso nel 2020. Dimora che stigmatizza il connubio di  tradizione di famiglia e tifoseria oltre che delizioso ambiente e contenitore di pezzi da  collezione di oggetti di 80 anni di storia calcistica. Ciliegina sulla torta: l’ inattesa visita a sorpresa di Diego Armando Junior, anche se a convegno terminato, che per l’occasione e  come sempre ha ricordato il forte legame che esisteva e che ancora perdura tra il padre e i cittadini “partenopei” internazionali.

Per rendere “partecipi” i lettori che non hanno potuto presenziare  all’ evento, ecco alcuni scatti di un giorno a dir poco emozionante e coinvolgente per le variegate sfumature e “salse” rigorosamente “Azzurre” e non per ultimo,  porgere gli affettuosi auguri di tutta la redazione de:”Il Fatto Vesuviano” al “Santo per un giorno”: il carissimo Antonio Carannante

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