Più di un secolo di condanne quelle comminate ieri agli esponenti di spicco del Clan D’Alessandro e dei loro sodali, dopo una lunga vicenda giudiziaria ieri il tribunale di Torre Annunziata in composizione collegiale ha messo la parola fine al processo di primo grado. Una storia che prese avvio nei primi anni ’90, una vicenda che era arrivata sino in Cassazione ma che un difetto aveva letteralmente azzerato tutti i gradi di giudizio. La suprema corte aveva rilevato la non celebrazione dell’udienza preliminare da qui la necessità di dover ripartire da capo. Nonostante le mille difficoltà legate anche all’assenza delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia alla fine il Tribunale di Torre Annunziata ha letteralmente azzerato il vertice del Clan D’Alessandro e dei suoi sodali con condanne pesantissime. Incombe però ora il rischio prescrizione in secondo grado e in Cassazione, se la vicenda avrà qualche ulteriore blocco o ulteriori lungaggini.

Le condanne

Le principali pene che sono state riconosciute sono l’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e l’associazione a delinquere di stampo camorristico oltre che altri reati minori. Di seguito le condanne: Pasquale D’Alessandro 18 anni; Ernesto Mas 16; Antonino Esposito Sansone 15; Alfonso Sicignano e Luigi Vitale 14 anni. Tutti gli altri imputati sono stati condannati a pene detentive tra i 2 e 7 anni, molti dei quali stanno già scontando in carcere altre pene e che vedranno la loro permanenza in carcere allungarsi. In aula erano presenti solo gli avvocati del collegio difensivo. Un primo step è stato raggiunto ora bisognerà attendere le motivazioni della corte per vedere se gli imputati tenteranno il processo d’appello e la Cassazione, ma molto probabilmente il ricorso ci sarà visto che il rischio della prescrizione è dietro l’angolo.