Il presidente dell’associazione di commercianti Aicast di Melito (Napoli), Antonio Papa, figura tra i 31 arrestati nell’ambito dell’operazione dei finanzieri del Gico e della Polizia di Stato di Napoli su clan camorristico Amato-Pagano. Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Papa, destinatario della misura cautelare in carcere, avrebbe partecipato direttamente alle attività criminali del clan, favorendolo attraverso i rapporti con commercianti e imprenditori in qualità di presidente dell’Aicast (prima Ascom) di Melito, associazione rappresentativa di plurime categorie commerciali, industriali e artigianali operanti nella città a nord di Napoli.

Proprio presso la sede dell’associazione, secondo gli investigatori, si sarebbero tenuti dei summit di camorra finalizzati a stabilire le strategie criminali da adottare. La sede dell’Aicast di Melito di Napoli, considerata il “quartier generale” di gran parte dei membri del clan e luogo di riunione, di concertazione di deliberazioni criminali e di incontro con le vittime designate delle estorsioni, è sotto sequestro.

Se il commerciante vittima del “pizzo” pagava con un bonifico, poteva ricevere anche una fattura da usare per “scaricare” la “spesa”: e’ una “primizia” investigativa, una sorta di racket 2.0, quello emerso dall’inchiesta della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile di Napoli che oggi hanno arrestato 31 persone ritenute dalla DDA appartenenti o che comunque avrebbero favorito il clan degli Amato Pagano di Secondigliano. Una ditta compiacente, dopo avere ricevuto il bonifico, restituiva la somma in contanti al clan trattenendo per se’ l’importo dell’Iva. Infine emetteva “regolare” fattura al commerciale.