Un grande progetto di rigenerazione urbana e conseguente recupero e sviluppo dell’area ex Italsider, Nisida, Coroglio , ex Nato, Città della Scienza, Parco dello Sport e Parco Urbano, atteso da ben trent’anni. Tassello di un mosaico il cui scenario resta ancora incompleto. Un ricettacolo di rifiuti che risente di un grande disagio sul piano economico, dell’ abbandono  e dell’ abusivismo edilizio per promesse mai mantenute. Oltre 1 milione di metri cubi  formano  la colmata ancora da rimuovere di un’area sequestrata nel  luglio del 2019 e dissequestrata nel 2020. Un programma che prevede 10 grandi progetti per un’operazione complessa e difficile da realizzare in breve tempo, nonostante gli undici cantieri avviati di cui solo 6 espletati, nel 2016. 12 le cabine di regia in essere, per un costo complessivo di 16 milioni di euro per asportare la colmata di arenili e sedimenti.

Le funzioni amministrative sono attribuite allo Stato, garantendo comunque la partecipazione degli enti territoriali interessati, con il compito di predisporre uno specifico programma di risanamento ambientale e un documento di indirizzo strategico per la rigenerazione urbana, per l’adozione di misure e per l’espletamento di tutte le procedure ad evidenza pubblica. I termini previsti dal decreto legislativo n. 163 del 12 aprile 2006, ad esclusione di quelli processuali, sono dimezzati.
Per coordinare tutto il processo, è stata istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, una cabina di regia dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e composta dal Commissario straordinario, da un rappresentante per ciascuno dei Ministeri dello sviluppo economico, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle infrastrutture e dei trasporti. Nonché da un rappresentante, rispettivamente, della regione Campania e del comune di Napoli. Il Soggetto Attuatore è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti S.p.a. (Invitalia), di proprietà del Ministero dell’Economia, a cui è stata trasferita, a valori di mercato, la proprietà delle aree e degli immobili di cui era titolare la fallita società BagnoliFutura S.p.A..
Una previsione urbanistico-edilizia degli interventi di demolizione e ricostruzione, di nuova edificazione e mutamento di destinazione d’uso dei beni immobili, comprensivi di eventuali premialità edificatorie. La previsione di opere pubbliche o d’interesse pubblico e di quelle che abbiano ricaduta a favore della collettività locale, anche fuori del sito di riferimento e del possibile ricorso da parte delle amministrazioni pubbliche, interessate all’uso di modelli privatistici e consensuali per finalità di pubblico interesse.
L’approvazione di un tale vasto  programma prevede: le autorizzazioni, le concessioni, i concerti, le intese, i nulla osta, i pareri e gli assensi previsti dalla legislazione vigente, fermo restando il riconoscimento degli oneri costruttivi in favore delle amministrazioni interessate. Incluse la rimozione della colmata a mare e la realizzazione di un waterfront, l’allestimento di spiagge attrezzate, un porto turistico, uno stadio della vela, la riqualificazione del Pontile Nord e, soprattutto, il ripristino della balneabilità. Invitalia sta costruendo il business plan complessivo degli interventi previsti, per presentare alla Cabina di Regia un progetto di sostenibilità economico-finanziaria. L’ipotesi allo studi: tre interventi di carattere trasversale: bonifiche, infrastrutture e parco. Infine, sono state avviate le analisi in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Urbanistica dei seguenti obiettivi: ridefinizione delle funzioni dell’Acciaieria; l’organizzazione del waterfront; l’adozione dei principali siti di archeologia industriale per la salvaguardia e la messa in sicurezza e le nuove potenziali funzioni di insediamento industriale. Ma il piano presenta alcune criticità per quanto riguarda l’assetto del porto e dell’isola di Nisida, la configurazione della colmata a mare, le prospettive dell’area ex-Cementir, la definizione delle aree residenziali, la questione della mobilità nella zona, la creazione della strada sul lungomare e, infine, il ridimensionamento e la frammentazione del parco. Nell’ambito del procedimento penale per disastro ambientale, il Tribunale di Napoli dispose una nuova perizia per superare le discordanze tra i risultati delle analisi svolte dai consulenti tecnici di parte, e chiarire definitivamente se la bonifica di suoli dell’area dismessa di Bagnoli fosse stata effettuata ed in quali termini. La questione è fondamentale per concludere il processo a carico degli ex responsabili di BagnoliFutura S.p.A., ma rischia di stravolgere la tabella di marcia stabilita dal Commissario straordinario del Governo, che prevede un accordo con la Procura per dissequestrare l’area e dare il via libera agli interventi di riqualificazione e bonifica programmati da mesi e in fase di assegnazione a soggetti privati tramite le gare bandite da Invitalia.  Stipulata una convenzione di collaborazione a titolo gratuito tra Invitalia e Autorità competenti. Come anche le analisi di approfondimento con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’individuazione di una colmata portuale adeguata ad accogliere i sedimenti marini ed i materiali derivanti dalla rimozione integrale della colmata di Bagno.

Il Piano di rigenerazione di Bagnoli si inserisce  nel Patto per la Campania, firmato da Governo e comprendente i due principali porti della Campania, Napoli e Salerno, i retroporti, l’area ex Italsider di Bagnoli e buona parte dell’area occidentale.

Destinazioni molteplici rivolte all’industrializzazione ed una ferrata scelta strategica per la bonifica dell’amianto costituirebbero il tanto atteso progetto di rigenerazione urbana, ambientale, paesaggistica, imprenditoriale ed un’ottimizzazione dei costi finalizzati al recupero di Bagnoli. Un forte segnale verso l’ anelata rinascita di una realtà territoriale ancora terra di nessuno.