Riaperture delle attività. Il documento di 35 pagine diffuso dalla Conferenza delle Regioni vuole essere una proposta. Un punto di partenza per la bussola che guiderà il ritorno alla normalità per chi lavora e per chi fruisce delle innumerevoli attività ricreative e non del nostro Paese. Vanno, in tutti i casi, validate dal Comitato tecnico scientifico. Sono le “Linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali”, una specie di bibbia del ritorno alla vita con il Covid.  Riguarda le cerimonie, gli eventi, i cinema, le sagre, le fiere, le sale gioco, parchi tematici e musei.

Aree esterne

Soprattutto per i matrimoni che ripartono (con le feste e i ricevimenti) dal 15 giugno. Esterno: si chiede di privilegiare «laddove possibile», l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici, dehors), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro. Quando non si può, le linee guida raccomandano di arieggiare bene gli ambienti. Come? Con porte, finestre e vetrate aperte «al fine di favorire il ricambio d’aria naturale negli ambienti interni». Inoltre non si deve solo tenere conto dei coperti e delle distanze: «l’affollamento deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna».

Le consumazioni

Altra espressione importante che compare nelle linee guida è: responsabilità individuale. Ci dice che dobbiamo mantenere dei comportamenti corretti perché dipende da ognuno di noi il rischio di non ripiombare in situazioni critiche. Dove si dice, ad esempio, che al chiuso «la consumazione al banco deve assicurare il mantenimento della distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale». Nelle regioni, quindi, in cui gli indici epidemiologici si rialzano, la parola d’ordine è: distanza. Nel documento infatti si legge: «Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale».

A tavola

Quando si mangia e beve – Ecco le regole proposte per tutti i luoghi dove si fa somministrazione (catering, ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie anche se collocati nell’ambito delle attività ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali). È importantissimo l’aspetto dell’igiene, prima di tutto. E quindi: predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità, rendere disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani. E poi: i servizi igienici dovranno essere puliti più volte al giorno.

Bisogna disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso (estendibile ad almeno 2 metri in base allo scenario epidemiologico di rischio) e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors), ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale (Green pass).