Una Task Force “pacifica”, silenziosa e nel rispetto delle norme vigenti anti-Covid per fronteggiare il sacrosanto diritto alla Sanità, svoltasi stamane alle ore 10.30  dinanzi al Pronto Soccorso del presidio ospedaliero Loreto Mare di Napoli. Un nosocomio costruito negli anni 50, la cui ubicazione nevralgica ha rappresentato per lungo tempo un circuito assistenziale sia dei cittadini campani che dei turisti, viste  le immediate vicinanze al Molo Beverello e alla Stazione ferroviaria Centrale. Alla presenza dell’On. Luciano Schifone, Dirigente nazionale Fratelli d’Italia, di Giuseppe Alviti, Segretario generale della Federazione nazionale Lavoratori, del Dott. Dario Badolato, Responsabile dipartimento Federazione nazionale Lavoratori, dell’ Attivista Enzo Martinelli del Movimento per la Legalità, del  Dott. Francesco Borrelli, Dirigente scolastico e di Carlo Landolfi della Consulta popolare per la Sanità, è stato affisso e nell’ immediato fatto rimuovere, un grande striscione portante lo slogan: ” Il Loreto Mare non si tocca. Lo difenderemo con la lotta!”, quale strumento tangibile di un attivismo proteso alla riapertura del Pronto Soccorso, chiuso da circa un anno perché convertito per pazienti affetti da Covid.

Queste le dichiarazioni dell’ On. Luciano Schifone di Fdi,  al sit indetto dalla Federazione nazionale Lavoratori guidata dal segretario Generale Giuseppe Alviti  davanti all ospedale:
“ Fdi appoggia la protesta dei cittadini del centro di Napoli per la totale assenza di presidi ospedalieri, che si è determinata con la chiusura del Loreto Mare, trasformato da quasi un anno in Centro Covid.
Chiaia San ferdinando, San Lorenzo, Foria, Stella, San Carlo Arena, Vasto, Mercato, una area di oltre trecentomila abitanti senza un pronto soccorso, dopo la chiusura di Incurabili San Gennaro e Don Bosco. Una scelta scriteriata che oggi è ancora più insensata vista la diminuzione della pandemia. Ancora una volta la Regione di De Luca ha privilegiato l’immagine alla sostanza ed alla necessità dei cittadini.
Fdi chiede una immediata revisione del Piano di emergenza Ospedaliera- rimarca- riattivando subito il Pronto Soccorso e le funzioni di Dea di secondo livello per l’ospedale Loreto Mare.
Fdi sottoscrive il Documento di protesta e Proposta presentato questa mattina alla Direzione Generale della Asl 1!”.
 A concludere la postilla, queste le testuali parole di Giuseppe Alviti, Segretario generale della Federazione Lavoratori, già medaglia d’argento al valore civile e sindacalista anticamorra premiato recentemente col premio Paolo Borsellino ” lotta contro le mafie”:
“Se pensiamo di cominciare a vedere la fine dell’incubo sanitario chiamato Covid, sarà bene sapere che il prezzo che abbiamo pagato e che continueremo a pagare in vite umane fino al giorno di una raggiunta immunità di gregge è un assaggio di quello che ci aspetta. Il giorno in cui ne saremo fuori, faremo i conti con la peggiore delle ondate. Quella che abbiamo colpevolmente rimosso. Quella che porta il nome e la sofferenza delle centinaia di migliaia di pazienti che hanno avuto in sorte di contrarre malattie gravi, potenzialmente letali e invalidanti come e più del Covid, alla vigilia o nel corso di questo anno e mezzo di pandemia. Malati che non hanno avuto più reparti ospedalieri in cui ricoverarsi o che hanno visto diradarsi, fino a scomparire, visite specialistiche ed esami che, per dire, avrebbero potuto diagnosticare tumori prima che la loro metastasi li rendesse non più aggredibili. O che avrebbero anche soltanto impedito che si cronicizzasse un male non ancora tale.
I nuovi dati di Agenas, l’Agenzia sanitaria nazionale delle Regioni, aiutano a comprendere di cosa stiamo parlando. Dello spessore dei danni collaterali della pandemia. Nei primi sei mesi del 2020, i ricoveri sono stati 3,1 milioni, contro i 4,3 dello stesso periodo dell’anno precedente. Il che significa che sono andati perduti 1 milione e duecentomila pazienti, il 28 per cento del totale. Per altro, se si considera che nella statistica sono compresi anche i malati Covid, è agevole concludere che l’attività di cura destinata agli “altri malati” si riduce ulteriormente. E ancora: in 9 mesi, vale a dire da gennaio a settembre 2020, si sono perse qualcosa come 52 milioni di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche, cioè il 30 per cento. Milioni di italiani non sono stati dal cardiologo, dal neurologo, dal ginecologo, dall’oculista e non hanno fatto risonanze, ecografie, tac.
L’unica novità è che con tutti i soldi stanziati per la pandemia e il tempo a disposizione non è stato fatto niente per migliorare la situazione.
Anzi in città ci ritroviamo con 4 strutture ospedaliere in meno (*”Incurabili, San Gennaro, San Giovanni Bosco e Loreto Mare”*), e con un territorio e un’ assistenza domiciliare ancora assenti!
Come Federazione nazionale Lavoratori e fratelli d’Italia e viste le istanze dei numerosi comitati di quartiere, spontaneamente riunitosi, chiediamo al Ministro della Sanità d intervenire per ridare nell’ambito della sicurezza sanitaria i pronto soccorso del Loreto Mare e San Giovanni Bosco con le loro relative eccellenze ambulatoriali e di reparto
Anche e in virtù dei dati del vaccino che indicano meno 90 percento di ricoveri per Covid e meno 95 percento di morti rispetto al picco. Se il nostro appello che ha sposato le richieste inascoltate  della cittadinanza, delle classi sociali, dei movimenti civici  e dei vari dirigenti di partiti non riceverà una risposta pronta, su intuizione dell’On. Luciano Schifone in merito alle riaperture, organizzeremo altre manifestazioni mirate sul territorio affinché questo importante traguardo possa essere raggiunto!”.