“Chi sa dirmi cosa farebbero con i 10mila euro della dote Letta i diciottenni di Scampia? E’ questo il tweet, accompagnato da una fotografia che ritrae tre ragazzi incappucciati, del prof. Francesco Venier, docente all’Università di Trieste. Un tweet chiaramente denigratorio volto a dipingere i giovani di Scampia come delinquenti che utilizzerebbero i soldi dello Stato per scopi illeciti. Riteniamo che Napoli ed in particolare Scampia abbiano subito troppo a lungo la i pregiudizi che in troppi ci hanno voluto affibbiare. I giovani di Scampia non sono tossici o spacciatori o delinquenti, affermare queste cose significa offendere decine di migliaia di persone che per anni hanno lottato e continuano a lottare contro questi pregiudizi”. Queste le dichiarazioni di Francesco Emilio Borrelli, Consigliere Regionale di Europa Verde, e Gianni Simioli, conduttore del programma radiofonico La Radiazza.

“Chiediamo con forza che l’Università di Trieste si dissoci al più presto da queste affermazioni a dir poco diffamanti. Un uomo di cultura, chiamato ad insegnare ai nostri giovani, non può permettersi di pensare cose di questo genere. Il post del prof. Venier è stato giustamente travolto dalle critiche e cancellarlo dicendo di essere “caduto in un luogo comune” non è una motivazione valida per pubblicare determinati contenuti, tutta Napoli chiede le scuse dell’esimio accademico. Cogliamo l’occasione per invitare il professore a visitare il quartiere di Scampia, che oggi, grazie soprattutto agli sforzi dei cittadini per bene ha fatto moltissimo nella lotta alla criminalità. Scampia ha dimostrato che il malaffare e la camorra si devono e si possono combattere”.