Prezzi dei carburanti ancora in salita. Secondo le rilevazioni settimanali del Mise la benzina ha raggiunto quota 1,593 euro al litro, contro gli 1,588 di una settimana fa. Stesso trend per il gasolio, che si attesta a 1,452 euro, contro gli 1,447 euro al litro di una settimana fa. Benzina che vede quindi quota 1,6 euro, picco raggiunto e superato l’ultima volta, spiega l’Unione nazionale consumatori, il 10 giugno 2019, quando toccò quota 1,606.

Il rincaro dei carburanti porta con sé una serie di effetti a cascata: sui prezzi dei prodotti trasportati, sull’industria, sui beni energetici, con il rischio di ulteriori ostacoli alla ripresa. Necessario quindi allargare il perimetro di analisi individuando, come evidenzia Coldiretti, alternative green: “con il Pnrr – afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – serve anche agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma pure con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo”. Per la Federconsumatori i prezzi degli carburanti sono “ben al di sopra del livello a cui dovrebbero attestarsi”.

Secondo i calcoli del loro Osservatorio Nazionale, il prezzo della benzina dovrebbe essere almeno 12 centesimi al di sotto di quello attuale. Focus poi sul sistema di tassazione: su 1,60 Euro al litro di benzina oltre 72 centesimi sono di accisa, 28 di Iva. Imposta che viene applicata anche sull’accisa, tassando quella che è già una tassa, evidenzia Federconsumatori, che spiega anche come secondo “una recente analisi di Unem, il prezzo italiano della benzina al netto delle tasse si attesterebbe al di sotto della media europea di 3-4 centesimi. Al lordo delle tasse, invece, risulta più caro del +26% rispetto ai costi applicati in Europa”.