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Obesità, malattia del XXI secolo

L’obesità nasce intorno agli anni 90’ del XX secolo; prima di questi anni era molto difficile che questa patologia venisse riscontrata nella popolazione a causa delle forti guerre e della mancanza di cibi industriali e ipercalorici nel mondo.

 

 

Oggi invece l’obesità è diventata una vera e propria epidemia a livello mondiale; ancora non sono state messe a punto strategie efficaci a livello di politiche sanitarie e sociali; l’epidemia colpisce fasce di età sempre più giovani e si sta diffondendo tra i bambini, con ancora più pesanti conseguenze per la salute futura. L’uomo preistorico come noi conosciamo (raccoglitore, agricoltore,cacciatore) riportava un ottimo equilibro metabolico (quantità di kcal da immagazzinare nel proprio organismo), andava a caccia delle sue prede riportando cosi un maggior consumo del metabolismo basale e un normale consumo dei Macronutrienti (Glucidi, Protidi, Lipidi); l’alimento per eccellenza che riusciva a introdurre era la carne rossa, la quale rappresentava per lui una elevata fonte proteica. A mio avviso per risolvere alla radice il problema dell’obesità è indispensabile partire da una sana e profonda educazione familiare: la famiglia dovrebbe educare i propri figli nel corso dell’infanzia e dell’adolescenza, in modo da insegnare a distinguere gli alimenti sani e equilibrati da quelli dannosi: ne parlerò prossimamente su questa Rivista.

I Macronutrienti sono composti essenziali da introdurre in un organismo per consentire la sopravvivenza. Tutto ciò che mangiamo è composto da tre macronutrienti essenziali, che sono le proteine, i grassi e i carboidrati. Questi sono i “mattoni” che utilizza il corpo per le sue varie unzioni: plastiche (la creazione o la rigenerazione tessutale di pelle, capelli, muscoli, epiteli etc.), energetiche (generare energia mediante la scissione di glucosio, permettendo di ricaricare gli ADP), coordinative (la produzione di ormoni o di “segnalatori”), e tutte le altre funzioni che permettono all’essere umano il normale funzionamento il cervello per pensare alle normali azioni della vita quotidiana, come inviare gli impulsi nervosi alle dita della mano, azionare i muscoli, farli contrarre, generare l’energia per il movimento.

I Glucidi, sostanze ternarie di carbonio, idrogeno e ossigeno (o meglio detti Carboidrati) costituiscono l’energia sotto forma di calorie disponibili istantaneamente; essi rappresentano il primo combustibile per il lavoro muscolare, per i globuli rossi, per la cellula nervosa.I carboidrati possono essere classificati come:

Monosaccaridi (carboidrati semplici), costituiti da una sola molecola semplice; esempi più comuni sono il glucosio, fruttosio, galattosio, mannosio.

Oligosaccaridi (carboidrati semplici), costituiti da poche unità di monosaccaridi, composti da due molecole di monosaccaridi; un esempio può essere il comune zucchero da cucina, il lattosio presente nel latte, il saccarosio formato da una molecola di glucosio e una di fruttosio.

Uno dei disaccaridi più importanti dal punto di vista nutrizionale è il lattosio, quasi il 35% della popolazione ne è intollerante e non riesce a digerirlo, i più colpiti sono i popoli cinesi mentre i popoli dei pastori tradizionali i quali negli ultimi 8000-9000 anni hanno continuato a bere il latte dopo lo svezzamento, sono oggi in grado di digerire il latte dopo l’allattamento; riportando un esempio più pratico può essere come l’alcol: chi è abituato a berlo sviluppa enzimi (alcol-deidrogenasi e acetaldeide-deidrogenasi) che non si riscontrano (o non nelle stesse quantità) in chi non lo ha mai bevuto (“enzimi inducibili”). Polisaccaridi (carboidrati complessi), costituti da più molecole che variano da alcune centinaia ad alcune migliaia unite tramite legami glicosidici; un esempio pratico può essere l’amido (piante), glicogeno (animali). I protidi sono i costituenti delle strutture muscolare di tutti gli organismi viventi; rappresentano solo il 13 – 19 % del peso totale di un individuo, sono sostanze formate da 4 elementi (Carbonio, Idrogeno, Ossigeno, Azoto). Una proteina è una combinazione particolare di amminoacidi, messi in diversa sequenza per svolgere funzioni diverse; invertire o cambiare l’ordine di alcune proteine può avere conseguenze disastrose sulla nostra vita.

Tutte le malattie genetiche comportano la modifica di anche una sola proteina; l’anemia, l’ipercolesterolemia, marker tumorali e quant’altro sono semplicemente proteine non correttamente codificate. Gli amminoacidi sono dunque essenziali per il corretto funzionamento del nostro organismo. Le proteine vengono distinte dai restanti macronutrienti proprio dalla presenza di Azoto; strutturalmente sono composte da più monomeri (gli amminoacidi) assemblati tra loro in catene di diverse lunghezze da un legame chimico detto peptidico in modo da creare un polimero. La funzione principale delle proteine è quella plastica (strutturale), una cellula corporea dura da 60 a 120 giorni dopo deve essere sostituita da una nuova cellula, questo conferma il grande lavoro e la grandissima importanza che hanno le proteine nell’alimentazione. Poniamo ora attenzione su due particolari tipi di proteine: proteine del siero del latte (whey): secondo alcuni sono le migliori che possano esistere (anche se in realtà dal mondo delle microalghe esistono proteine adattissime all’uomo, in quanto contenenti tutti gli amminoacidi, compresi quelli “essenziali”); possiedono uno spettro amminoacidico molto alto, sono praticamente predigerite, vengono assorbite in tempo zero e portano a un picco nel sangue in breve tempo. Sono indicate specialmente dopo l’allenamento, perché è quello il momento nel quale necessitiamo velocemente aminoacidi per ripristinare le fibre demolite a causa dell’esercizio fisico; possiamo dire tranquillamente che sono “frecce anaboliche”.

Le caseine: sono formate da uno spettro amminoacidico buono ma possiedono un difetto: tendono a coagulare nello stomaco, vengono assorbite molto più lentamente e tendono a mantenere un aminoacidemia (quantità di aminoacidi circolanti nel torrente ematico) più costante nel tempo; sono ottime in ogni altra situazione, specialmente prima di andare a dormire e vengono considerate potenti anticatabolici. I lipidi, o meglio dette sostanze ternarie, sono costituiti da numerosi atomi di carbonio ma molto povere di ossigeno; ovviamente l’assunzione di grassi produce un maggior senza di sazietà, perché i lipidi rimangono nello stomaco per più tempo degli altri nutrienti a causa di una digestione più lunga degli altri macronutrienti; i lipidi stimolano la secrezione della colecistochinina, un ormone che contribuisce al senso di sazietà, regolando il centro della fame situato nell’ipotalamo.

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