Un fine settimana alla ricerca di una leggenda sulla “leggendaria Isola Blu”: “la lucertola azzurra” di Capri. Simbolo da ammirare e tutelare perché considerato  “unico” ma che in realtà è presente in altri contesti insulari rientrando nella classifica degli animali rari del Pianeta. Il mitico rettile (Podarcis siculus coeruleus),  ha contribuito ad alimentare il fascino dei picchi rocciosi dell’isola. Si tratta di un esemplare dalla particolare colorazione azzurra e che potrebbe ricordare un personaggio dei film Avatar. Invece esiste davvero.La sua corporatura è elegante: il capo è ben definito, dalla lingua  piatta bifida e protrattile e dagli occhi  muniti di palpebre mobili con pupille rotonde. Questa sottospecie è endemica dei Faraglioni di Capri e precisamente del Faraglione di Fuori e del Faraglione di Mezzo ed avvistarla è possibile. La scoperta di questa nuova “specie” sul finire del XIX secolo fu oggetto di disputa tra Bedriaga ed Eimer, due zoologi europei che si contendevano il diritto di precedenza sulla bella scoperta. IL primo che ne pubblicò la descrizione nel 1872  fu Theodor Eimer, erpetologo tedesco. nel 1872. In realtà, il rettile blu sui Faraglioni non costituisce una nuova specie ma una sottospecie di lucertola adattata, grazie ad un fenomeno denominato Reversed Island Syndrome che porta  drastiche modifiche nella forma del corpo e nella colorazione della pelle. Il medico naturalista Ignazio Cerio Jr, nel 1870 fu uno dei primi a descriverne  l’ indole vivace dei maschi, la colorazione intensa che deriva dall’adattamento in un ambiente assolato dove la sopravvivenza diventa difficile. Questo insettivoro grazie al melanismo, fenomeno che consiste nell’inscurimento del dorso e delle parti del ventre ne facilita la termoregolazione. Secondo alcuni naturalisti, i colori tendenti allo scuro del sottoventre assorbirebbero meglio il calore, permettendo a Podarcis siculus coeruleus di cominciare a cacciare prima delle lucertole dalla tipica colorazione più chiara. Favorendone in questo modo anche le funzioni riproduttive.

Uno studio attento e rigoroso è stato coordinato dal Prof. Domenico Fulgione, docente del dipartimento di Biologia presso l’Università Federico II di Napoli in concomitanza con l’ associazione L’Amo di Capri , che si occupa del continuo monitoraggio della specie, visti i continui mutamenti morfologici e comportamentali. Il colore azzurro gli conferisce il titolo di  “straordinario abitante” dell’ isola più  policroma e  visitata al mondo.