Come un sarto che con le sue abili mani cuce su misura un capo prestigioso e di manifattura artigianale, così da oltre trent’anni il liutaio di Marcianise, Luigi Spezzacatena “confeziona” le sue  chitarre elettriche personalizzate “signature” in edizione limitata. Totalmente costruite a mano nei suoi due laboratori “battezzati” da musicisti di fama nazionale ed internazionale, quali scrigni ed enciclopedie della storia della musica rock mondiale. Due le sedi in Campania, rispettivamente in piazza San Pasquale n.144 a Marcianise e in via Indipendenza n.22 ad Atena Lucana.

“Un lavoro minuzioso che senza l’umiltà, la passione ed il sacrificio non si può svolgere. E’ un mestiere molto antico che risale  ai primi dell’Ottocento e purtroppo va scomparendo-spiega il Maestro liutaio- Ho mosso i primi passi a soli 13 anni, con la stessa passione che mi accompagna a distanza di 30 anni. Dalla somma degli errori nasce la mia esperienza per ottenere uno strumento non eccellente, ma buono. Facevo il “garzone” da  famosissimi liutai di Napoli e durante la pausa scolastica di volta in volta osservavo i loro strumenti, assimilandone le tecniche. Non è semplice fare un “corpo” senza l’equilibrio del suono. Una cassa di legno senza l’elettronica  tagliata a mano è sbilanciata. Adopero una miscela di cobalto, nichel e circuiti in argento da oltre 20 anni. I miei materiali sono gli stessi usati dalla Fender nel 1960, ancor prima che subentrassero la bachelite e il pvc nel 1969. All’attivo ho realizzato 300 chitarre elettriche, comprese le acustiche e quelle classiche.

Nel suo laboratori, l’esperto  liutaio elettronico, posiziona tutti i pezzi nel rispetto della carica magnetica Nord -Sud. I materiali di base di cui si avvale sono: legno grezzo e/o stagionato di 25 anni e che perdendo peso e umidità viene con cura certosina, dallo stesso  Spezzacatena, adattato alla fisica del suono, “tagliato” di condensa e terminato con finiture varie e tecniche di verniciatura e supporti grafici digitali. Circa una ventina i giorni di lavoro impiegati  per ogni strumento.

“Sono specializzato in liuteria elettronica, ma potrei creare anche un violino. La chitarra elettrica è una delle più complesse da costruire-specifica- Non mi sono mai proposto ad una azienda o venditore privato, ma ho ricevuto l’onore di lavorare sui palcoscenici di noti musicisti di fama mondiale e nazionale e di restaurare strumenti come quello di Bob Dylan, Popa Chubby , Pino Daniele, Carmine  Migliore e numerosi altri. Con Dodi Battaglia, mio caro amico, abbiamo realizzato la “Dodicaster” in edizione limitata, la sua amata “Zero”. Ho un’ utenza  di musicisti anche meno noti, perché produco  pezzi semi artigianali su richiesta. Ieri, in un inserto dedicato all’Arte del Tgr Campania, è andato in onda un servizio dove entrambi siamo stati intervistati. Spero di partecipare a numerose altre fiere,  seminari di aggiornamento e corsi specifici per ragazzi, per tramandare ai giovani il valore del lavoro artigianale che nella fattispecie, considero il più gratificante del mondo sia sotto il profilo personale che economico-conclude- In futuro spero di realizzare una mia grande ambizione: inserire in tutta la Campania questo progetto garantendo una continuità a questo settore ormai in via di estinzione e difendendo la produzione Fender in nome della tradizione”.

La scelta accurata  che unita ad uno studio attento di forme, materiali e aspetti tecnici di notevole importanza, arricchisce di mistero e fascino un ramo artigianale di “arte” moderno ma dal sapore antico.