Una data simbolica nel ricordo di una grande manifestazione operaia svoltasi a Chicago il 1° maggio del 1886. Numerose le lotte che nel corso dei secoli i lavoratori hanno affrontato per poter rivendicare i propri diritti.

Tanti gli sforzi e i sacrifici di intere generazioni che hanno lasciato nella Storia il segno indelebile nel rispetto di criteri di progressività e la priorità al lavoro. Una ferita non ancora rimarginata: lo sfruttamento e la negazione di ogni singolo lavoratore, resta ancora un tema cruciale e drammatico a livello globale irrisolto.

 

” Dei 248 miliardi di fondi previsti dal Recovery Plan, solo il 40% sarà destinato  alle regioni del Sud e del Mezzogiorno. La vigilanza privata è un concentrato di tutti i vizi del capitalismo. Il diffondersi della pandemia ha messo in risalto un settore già martoriato da tempo. Siamo i meno pagati in Italia, senza contratto da oltre 5 anni e ad alto rischio con lo sblocco dei licenziamenti”.


Questo l’aspro commento del leader Associazione Guardie Particolari Giurate, Giuseppe Alviti, da tempo in prima linea quale portavoce della categoria, che egli stesso definisce caso esemplare di crescita del terziario associato a un peggioramento delle retribuzioni.

 

” Stando al Primo rapporto sulla filiera della sicurezza del Censis (2018) ancor prima dell’ emergenza, le aziende della vigilanza privata sono aumentate dell’11,3% dal 2011 al 2017- dichiara- mentre i dipendenti del 16,7%. Oggi, ai 65.000 addetti al personale si è integrata una percentuale dei “disarmati” addetti al piantonamento e al portierato. La paga oraria si aggira intorno ai 5 euro col conseguente inserimento in nuovi mercati. In  particolare negli appalti di servizi pubblici come ospedali, musei, porti, aeroporti, e stazioni favorendo una grande concorrenza sleale rispetto al costo del lavoro delle aziende multiservizi. Il Secondo rapporto Censis, pubblicato di recente, indica un’ ulteriore accelerazione che neanche la pandemia è riuscita a fermare. Non a caso le imprese sono cresciute del 16,2% e gli occupati del 22,8%, raggiungendo il numero di 1.745 aziende e 76.203mila dipendenti. Una crescita esponenziale verificatasi dal 2020 con l’aumento del 3,7% di imprese e del 4,9% di occupati. Nell’ultimo quinquennio, il numero di imprese è aumentato: 2.389 a fronte di 27.33mila addetti ai lavori. Dati in aumento del del 154,1% e del 91,3% che nel 2020 hanno raggiunto rispettivamente il 15% e il 13,7% in più. Numerose  le vertenze legali dagli esiti non trascurabili: il Tribunale di Milano ha accertato la ” nullità” e/o legittimità dell’art. 23 del contratto nazionale circa i minimi salariali per le guardie non armate. Contrariamente all’art.36 della Costituzione che sancisce  il salario proporzionato alla quantità del lavoro prestato, nella modalità  sufficiente per assicurare al nucleo familiare un’assistenza libera e dignitosa. Occorre una riforma fiscale che contrasti le disuguaglianze economiche di tutti i comparti lavorativi, tassando le multinazionali che in nome dell’emergenza pandemica, hanno incassato enormi profitti  a danno dei milioni di posti di lavoro persi in questo ultimo anno. Anche i turni di lavoro usuranti, il precariato e il rischio licenziamenti hanno raggiunto la soglia dell’ insostenibilità. Sarò sempre a  sostegno dei più deboli. Auspico forti adesioni a livello oceanico-conclude- per dare la giusta linfa ai dirigenti responsabili e per dar vita a quei dipartimenti settoriali che non riescono a decollare”. 

Un appuntamento significativo nella giornata dedicata al Lavoro. Un messaggio di speranza che possa fungere da volàno per il rilancio dell’occupazione in maniera stabile e scrupolosa.