Alla presenza del responsabile dipartimento giovani Vincenzo Marinelli, stamane negli uffici della Prefettura di Napoli, in piazza del Plebiscito, Claudio Salvia, figlio del compianto Giuseppe Salvia, il vicedirettore del carcere di Poggioreale ucciso barbamente, 40 anni fa da Raffaele Cutolo.
In una delle sale site al 3° piano, è stato premiato dal Presidente nazionale associazione guardie particolari giurate Giuseppe Alviti con pergamena al Merito di ” Socio d’ onore” per l’ alto spessore umano , professionale e di lotta contro il malaffare che da sempre contraddistingue l’ operato del dott. Claudio Salvia e per aver difeso a spada tratta il valore della divisa, anche a costo della stessa vita, come e forse maggiormente rispetto a quel triste giorno, in cui  il padre venne barbaramente ucciso in un agguato di camorra.
Dopo un’udienza dibattimentale alla quale prese parte il 7 novembre del 1980, Raffaele Cutolo, capo incontrastato della  Nuova camorra organizzata, condannato poi all’ergastolo, pretese di sfidare il boss al rientro del carcere perquisendolo come da regolamento. Un’onta che gli costò cara la vita. Infatti il 14 aprile mentre era di ritorno a casa  a bordo della sua auto sulla Tangenziale di Napoli, fu affiancato da due killer e ucciso all’ incrocio dello svicolo dell’ Arenella, lasciando giovanissimo due figli. Erano gli anni  difficili del penitenziario napoletano  per la carneficina in espansione  di varie  fazioni della camorra dell’epoca, che si contendevano il “primato”.
Tale delitto fu svelato da Cutolo  soltanto in un’intervista per il libro “La vendetta del boss. L’omicidio di Giuseppe Salvia” di Antonio Mattone.
“Un vero onore aver avuto il piacere di conoscerlo da vicino e soprattutto omaggiarlo della nostra pergamena al merito- ha dichiarato il sindacalista napoletano Giuseppe Alviti-
Stessa emozione da parte del funzionario della Prefettura che in forza all’ ufficio “VITTIME DI ESTORSIONE” che commosso ha apprezzato il gesto ringraziando vivamente sia me che l’ intero settore appartenente alla associazione premiante. Il tutto ha rinsaldato la doppia iniziativa conduttrice di messaggio pubblico di lotta ad ogni forma di mafia.
Bisogna garantire che i diritti siano realmente fruibili e non essere vittime del più forte o meglio del più prepotente- ha concluso soddisfatto- Viene oggi rimarcata con veemenza: la certezza del diritto contro l’arroganza del potere!”.
 Legalità e giustizia a braccetto. Una sorta di patto di alleanza, quello di oggi, “sigillato” per sempre da chi da anni e sempre  in prima linea, contrasta ogni situazione di malaffare e arroganza.