La fisiologia di un riflesso non è altro che è una risposta involontaria ad uno stimolo attraverso alcuni processi nervosi abilitando la risposta esterna sulla base anatomica, i riflessi hanno il compito di mantenere l’omeostasi dell’organismo. Il riflesso può attivarsi in varie circostanze, in alcuni casi non è altro che è un segnale difensivo per il proprio corpo in altri casi il riflesso è correlato all’attenzione del soggetto.

 

Un esempio del primo caso è l’attività inconsapevole e difensiva del corpo, se ci sentiamo minacciati il nostro cervello oltre che registrare la paura attiva alcuni recettori specifici come il caso dell’braccio per fini protettivi, nel secondo caso invece se stiamo parlando è viene lanciato un oggetto verso di noi il nostro cervello da l’impulso di avviare un riflesso per bloccarlo oppure in casi più tardivi schivarlo. I riflessi sono denominati secondo diversi studi degli schemi coordinativi involontari attivati da sistemi periferici, alcuni riflessi possono essere immediati oppure adattati in base alla tempistica che il nostro organismo riesce ad acquisire, un esempio può essere un nuovo paio di occhiali da vista che ingrandiscono o rimpiccioliscono l’immagine o il testo variano dal riflesso vestibolo-oculare, i riflessi risultano essere attivati dai recettori cutanei e articolari ma soprattutto muscolari. Alcuni studi riportano che i riflessi siano integrati nel sistema nervoso centrale tramite i comandi motori che si eseguono quotidianamente fino a creare dei movimenti che possano adattarsi a condizioni ambientali diverse, bisogna ricordare che i riflessi muscolari sono coinvolti in maniera continuativa dal nostro corpo.

Il riflesso più importante è più studiato è il miotattico o anche detto riflesso da stiramento, dopo un determinato stimolo la risposta si manifesta tramite la contrazione involontaria del muscolo, stiamo parlando di un riflesso mono sinaptico il quale fornisce una regolazione automatica all’allungamento dei muscoli scheletrici, fu scoperto è studiato dal neurofisiologo inglese Charles Scott Sherrington, i riflessi miotattici si possono testare anche sui bicipiti, tricipiti, tendine d’Achille ecc.  Nei bambini il riflesso sembra essere presente ma non ancora sviluppato al 100% ciò che determina la funzionalità è proprio l’attenzione, se il bambino è attento allora acquisirà meglio la capacità di riflesso, nel soggetto anziano il riflesso è correlato al fattore sportivo o meglio se il soggetto risulta essere allenato allora avrà maggiore capacità di utilizzare al meglio la capacità,  se il soggetto anziano non è allenato allora le capacità diminuiscono notevolmente ciò è dovuto ad una mancanza fisiologica e miotattica del riflesso. L’età migliore per lo sviluppo e l’acquisizione dei riflessi è la fascia d’età adulta 20-50 anni se allenato può anche estendersi notevolmente ai 70 anni in base alle diverse circostanze fisiologiche che coinvolgono l’essere umano.