Resta il coprifuoco, anche se sarà posticipato molto probabilmente alle 23. Il settore del wedding ripartirà a metà giugno mentre i centri commerciali potranno tornare ad accogliere clienti anche nei fine settimana forse già dal 22 maggio. E non è escluso che si arrivi ad una revisione dei parametri che determinano il cambio di colore delle Regioni. Al posto dell’Rt diventerà determinante l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva. Si delinea il pacchetto di interventi che andranno a modificare il decreto. Pacchetto che potrebbe essere esaminato nella cabina di regia tra le forze di maggioranza convocata da Palazzo Chigi.

Con la curva dei contagi e delle vittime che continua la lenta discesa, come dimostrano i 5.080 casi delle ultime 24 ore. Mai così pochi dall’8 ottobre scorso, il progressivo svuotamento delle terapie intensive e la campagna di vaccinazione che ormai procede senza particolari intoppi. La linea dell’esecutivo resta quella di procedere nel programma delle riaperture. Ma mantenendo sempre quel principio di gradualità e prudenza più volte sottolineato dal presidente del Consiglio Mario Draghi. Dunque per fare in modo che non si debba tornare indietro.

Anche perché, è il ragionamento che viene fatto, i numeri ‘veri’, quelli in cui ci sarà la fotografia di quanto avvenuto a partire dalle riaperture del 26 aprile, si cominceranno a vedere solo con il monitoraggio di venerdì prossimo. Ed è questo il motivo principale per il quale non ci sarà l’eliminazione delle misure, a partire dal coprifuoco, come vorrebbero parte del centrodestra, Iv e buona parte delle Regioni.