Concorsone: Fiola – Manfredi: “Brunetta chieda scusa ai giovani del Sud Italia”

 

 

di  Andrea “Andrew” Notarnicola

 

 

Napoli, 10 Maggio 2021. Dopo le affermazioni del Ministro Renato Brunetta, dove dichiara che “i giovani del Sud sono vittime di clientele e che hanno subito una cultura deteriore ed assistenzialistica”, scoppia l’indignazione e l’oltraggio da parte dei rappresentanti Istituzionali della Regione Campania, in merito alle nuove assunzioni legate al Concorsone per la Pubblica Amministrazione al Sud. Affermazioni che vengono ulteriormente rafforzate nella sua lettera aperta al Mattino dello scorso 19 Aprile: “SENZA ESAME NON SI ENTRA NELLA PA; lo dice il nome: il corso-concorso bandito dalla Regione il 9 Luglio 2019 è una procedura che prevede due distinte fasi, quella del corso e quella del concorso. Ricapitolando: i primi due test sostenuti dai candidati servivano soltanto per essere ammessi al corso, ma esclusivamente la prova scritta post-formazione e la prova orale costituiscono le selezioni concorsuali per essere assunti nella PA.
Per essere chiari: la formula del corso-concorso assomiglia alla procedura per prendere la patente. Frequentare il corso non dà l’abilitazione alla guida. Chi lo lascia intendere non soltanto mostra o finge di ignorare il bando, ma evoca implicitamente la violazione delle norme che regolano l’accesso alla PA”.
Tali dichiarazioni offendono la dignità delle quasi duemila persone che hanno dovuto superare una prova preselettiva, un’ulteriore prova scritta ed una successiva fase di formazione e lavoro presso le amministrazioni; un iter lungo e difficoltoso che ha portato a selezionare, tra trecentomila candidati circa, un numero di tirocinanti ( 1.800 circa ) addirittura inferiore ai posti previsti dal bando.
Ma queste dichiarazioni, sono inesatte anche sotto il punto di vista prettamente giuridico: il bando qualifica, infatti, la seconda prova sostenuta come “prova selettiva scritta” che, previo il superamento della soglia 21/30, concorre alla determinazione della graduatoria finale.
Non si spiega, quindi, la previsione di un’ulteriore prova scritta quando il D.L. 44/21 determina, per i concorsi in svolgimento, la necessità di effettuare tale selezione solo qualora non si fosse già conseguita una prova analoga precedentemente.

 

“Le parole di Brunetta sulla vicenda del corso-concorso Ripam della Regione Campania sono profondamente offensive nei confronti dei giovani del Sud Italia, che sarebbero vittime di illusioni e clientele da parte della classe politica. Come rappresentanti delle Istituzioni, sentiamo il dovere di scusarci noi con queste persone, in attesa che lo faccia anche il Ministro”. Queste le dichiarazioni dei Consiglieri Regionali del Partito Democratico, Bruna Fiola e Massimiliano Manfredi.
“Smentiamo con fermezza le dichiarazioni del Ministro Brunetta, che capovolgono la realtà – espongono Fiola e Manfredi – a cominciare dal fatto che, in alcun documento presentato o sottoscritto da noi, si sia mai ipotizzato di far entrare gli idonei nei pubblici uffici senza un regolare concorso. L’idea alla base del corso-concorso della Regione, che è stato contestato e irriso anche da alcuni ambienti del nostro Partito quando fu annunciato da De Luca, ha una visione totalmente opposta e paventata da Brunetta: la scelta di appaltare il concorso a un Ente che fa capo al Ministero, di centralizzarlo e di evitare che centinaia di amministrazioni facessero micro-concorsi, creando così finte aspettative, garantisce trasparenza e contrasta con ogni meccanismo di clientela, che può essere presente al Sud, al Centro, al Nord, come dimostrano le cronache quotidiane”.

 

“Abbiamo sempre apprezzato il tentativo di semplificazione dei concorsi pubblici da parte del Ministero – continuano così i Consiglieri del Partito Democratico – senza mai fare polemiche e senza mai rimarcare la situazione delle pubbliche amministrazioni, fortemente impoverite dai tagli agli enti locali di questi anni e da una distribuzione sbilanciata delle risorse a svantaggio del Sud, che in questo momento non possiede il know-how necessario per programmare gl’interventi da programmare e da finanziare con le risorse europee. In quest’ottica, viste anche le difficoltà legate alla pandemia, abbiamo solo chiesto l’elaborazione di una banca dati e di eliminare la doppia soglia del 21/30. Non abbiamo mai detto e non potremmo mai accettare l’ingresso senza concorso in un ente pubblico – terminano Fiola e Manfredi – anzi, questo bando prevede quattro prove, molte di più del concorso semplificato del Comune di Roma autorizzato da Brunetta. Se in Campania si parla di clientele, cosa si dovrebbe dire per Roma? L’operazione di trasparenza e innovazione messa in campo dalla Campania potrebbe essere d’esempio per molte amministrazioni del Centro e del Nord, alle quali lanciamo una sfida di efficienza”.