“Ormai siamo davvero alla più assoluta ed ultronea utilizzazione della denominazione di Scampia. Ieri sera – durante la trasmissione Report – non è mancato l’ennesimo, negativo, accostamento” questo il pensiero di Apostolos Paipais, Presidente del Parlamentino dell’ottava Municipalità che incalza “Davanti ad una evidente narrazione, circa lo stato di controllo esercitato in Cina, Fabio Massimo Parenti – professore China Foreign Affairs University – ha dichiarato di essere assolutamente propenso alla metodologia cinese, inquietante e strutturata sul controllo della persona, rispetto all’abbandono alla Scampia.

Sarebbe tempo ed ora di evitare distorsioni e corroborare, con pareri che supportano modus operandi estranei alla nostra democrazia, luoghi comuni senza avere nessuna contezza di quanto impegno stanno profondendo le istituzioni, per riconnettere con la legalità ed il recupero socioculturale una periferia esageratamente presa di mira da chiunque. Forse, il professore in argomento, si è lasciato influenzare dalle scene di Gomorra e, comunque, sarebbe stata gradita – a seguito della dichiarazione – una puntualizzazione, anche se a margine, da parte del giornalista stesso.

Evidentemente, gli sforzi delle scuole, delle parrocchie, dei contesti di associazionismo sociale, non sono recepiti così come si dovrebbe. Nell’ultimo triennio, importanti investimenti hanno consentito rigenerazione urbana e processi di riqualificazione. L’abbattimento di una Vela, simbolo di degrado, la nascita della stazione della metropolitana, sono inequivocabili connotazioni di inversione di marcia.

È necessario supportare tutte queste sinergie, con opportunità lavorative e sottolineare, allo stesso tempo, l’attrazione del Polo Universitario, con la facoltà di scienze infermieristiche, è un dato di fatto inconfutabile e gli interessi di aziende nazionali ad aree difficili, per farne polo industriale, mi constano personalmente, non più tardi di circa tre mesi orsono. In qualità di Presidente dell’ottava Municipalità avevo, in tempi non sospetti, già appalesato dubbi circa le scene – realizzate proprio a Scampia – della citata serie televisiva, ma adesso la misura sembra davvero colma. Basta con stereotipi e frasi fatte. La comunità territoriale esige la dovuta considerazione”