Protestano le associazioni del Commercio, ANCC-Coop, ANCD-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, CNCC-Consiglio Nazionale dei centri commerciali e Federdistribuzione. “Apprendono infatti con stupore ed estrema preoccupazione” della decisione di eliminare dal testo del dl Riaperture l’attività anche nel fine settimana dei centri commerciali. Chiuse infatti anche nelle aree del Paese a minor rischio, ovvero nelle “zone gialle”. Chiedono quindi un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Draghi, per conoscere le motivazioni a supporto di questa scelta.

600mila lavoratori

In un contesto fortemente in evoluzione, in cui a partire dalle prossime settimane si assistera’ alla riapertura di numerose attivita’. Secondo le associazioni “è quindi assolutamente necessario fornire risposte chiare ai 600.000 lavoratori dei centri commerciali. Fare chiarezza sui criteri utilizzati dal Governo e dagli organismi di supporto come il CTS – con cui le Associazioni hanno avuto anche recentemente degli incontri – per valutare una volta per tutte il grado di rischio connesso all’apertura delle strutture di grandi dimensioni in presenza di opportuni protocolli condivisi. Risulta del tutto incomprensibile come gli stessi protocolli di sicurezza che consentono ai centri commerciali di restare aperti da lunedi’ a venerdi’, non risultino adeguati nel fine settimana, consentendo la stessa sicurezza nella gestione degli accessi e degli afflussi”.