Da Gaetano Azzariti a Vincenzo Tecchio, da Vittorio Emanuele III ad Alfredo Rocco. Sono molti i toponimi legati all’epoca fascista finiti negli ultimi anni nel mirino dell’Amministrazione comunale di Napoli guidata da Luigi de Magistris. «Siamo una città che ha fatto molte scelte in tal senso», spiega all’Adnkronos Alessandra Clemente, assessore del Comune di Napoli titolare della delega alla Toponomastica. Ha annunciato il prossimo cambio di toponimo per una delle tante strade di Napoli intitolate a Vittorio Emanuele III, re d’Italia negli anni del fascismo. Alla cui figura storica si contesta la promulgazione delle leggi razziali.

Dal prossimo 5 maggio, anniversario dell’alluvione di Sarno, via Vittorio Emanuele III nel quartiere Secondigliano diventerà via Vincenzo Di Maro, “medico eroe” originario del quartiere dell’area nord della città e morto a 39 anni il 5 maggio 1998. Restò sommerso dal fango che travolse la cittadina salernitana. Restò a lavorare oltre il suo orario. Poi lo trovarono morto nel fango con due pazienti che stava cercando di salvare dall’alluvione.

Non è la prima via Vittorio Emanuele III sulla quale si è concentrata l’attenzione dell’Amministrazione de Magistris. Ha promosso infatti l’istruttoria ancora in corso in Commissione Toponomastica per la modifica del nome della centralissima via che dal Maschio Angioino raggiunge il Teatro San Carlo. Nelle intenzioni espresse dal sindaco dovrebbe diventare via Salvatore Morelli. Lo scrittore e deputato del Regno d’Italia Pioniere dei diritti civili e delle donne. Già nell’800 presentò diverse proposte di legge per l’abolizione della schiavitù domestica. Oltre all’introduzione del divorzio e il principio di parità tra i coniugi.