«Quella cicatrice sulla mano dello sceicco è uguale a quella di mio figlio». A parlare è Bianca, la mamma di Mauro Romano, il bambino scomparso all’età di 6 anni, nel 1977 dal Salento. La donna ha visto in una foto l’immagine della mano di Mohammed Al Habtoor, sceicco che risiede a Dubai e non ha dubbi. «È lui, è Mauro. Ormai ho pochi ricordi del mio bambino, ma non posso dimenticare il giorno in cui si bruciò la manina col ferro da stiro». Il piccolo Mauro è scomparso nel nulla da Recale il 21 giugno del 1977. I genitori erano a Poggiomarino per il funerale del nonno paterno, mentre il piccolo restò con i nonni materni. Da allora la famiglia non ha avuto più notizie certe sulla sua sorte.

Negli ultimi giorni la vicenda è tornata al centro della cronaca. Il Pm Stefania Minnini ha depositato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, confermando la tesi della famiglia che sostiene da tempo la responsabilità di Vittorio Romanelli, il barbiere del paese che, secondo l’accusa, avrebbe rapito e consegnato il bambino a due uomini scesi da una macchina bianca.

Ad unire il piccolo Mauro con Al Habtoor ci sono tre elementi: l’età quasi sovrapponibile (Mauro è del 1970, lo sceicco ufficialmente del 1968), la bruciatura sulla mano destra, evidenziata dalla mamma e una cicratice sul sopracciglio sinistro. La vicenda ricorda molto il caso di Denise Pipitone. Anche stavolta la famiglia non ha mai smesso di indagare e spera di aver trovato la soluzione ad un mistero che l’attanaglia da quarantaquattro anni.