condannato in via definitiva a scontare oltre 227 anni di reclusione poi cumulati in 30 anni. Ma scarcerato nel marzo dello scorso anno e sottoposto al regime della liberta’ vigilata, non era rimasto a guardare. Era quindi tornato nel suo comune, Poggiomarino, dove voleva affermare l’autonomia di un clan autoctono. Pur consapevole di doversi scontrare con cosche rivali operanti sullo stesso territorio. Rosario Giugliano, 60 anni, e’ la figura al centro delle indagini delle Dda di Napoli e di Salerno e che hanno portato all’arresto di 26 soggetti. Tutti gravemente indiziati, a vario titolo, di aver fatto parte di due distinte organizzazioni criminali.

Rosario Giugliano, detto ‘O minorenne, e’ accusato dalla procura di Salerno di tentato omicidio pluriaggravato da premeditazione e dal metodo mafioso. Oltre che di detenzione illegale di piu’ armi comuni da sparo. Secondo le risultanze investigative l’uomo, pur in regime di semiliberta’, aveva deciso di pianificare nuove attivita’ criminali. E per farlo e si era procurato un luogo, una mansarda situata in una zona tranquilla di Pagani (Salerno), adibendola a base operativa del clan.

Il pentito

In quel luogo sarebbe progettato il tentato omicidio di Carmine Amoruso, un collaboratore di giustizia di Poggiomarino che aveva deciso spontaneamente di uscire dal programma di protezione. E anche lui di tornare stabilmente nell’agro nocerino sarnese.

L’agguato ai suoi danni e’ materialmente avvenuto il 13 aprile scorso nei pressi del cimitero di San Marzano sul Sarno. Esplosi, in pieno giorno, 14 colpi di pistola contro l’autovettura a bordo della quale viaggiava Amoruso e contro la vittima stessa, sfuggita alla morte solo perche’ una delle due pistole usate durante l’agguato si era inceppata. Del gruppo di fuoco faceva parte anche Nicola Francese, 31enne di Pagani, raggiunto insieme a Giugliano da un decreto di fermo di indiziato di delitto per gli stessi reati.

La Dda

Secondo la Dda di Salerno, che provvedera’ a sottoporre gli elementi raccolti alla valutazione del Gip di Nocera Inferiore per la convalida del fermo, l’eliminazione di Amoruso era panificata da Giugliano. Sia per assicurarsi il controllo territoriale dell’agro nocerino-sarnese, sia perche’ l’ex collaboratore di giustizia era ritenuto un “ostacolo” per gli interessi economici di Giugliano