Quota 100 è destinata a scadere come previsto alla fine del 2021. Ma nell’ultima versione del Recovery plan varato ieri sera dal Consiglio dei ministri non c’è più alcun riferimento al meccanismo di pensionamento anticipato. Era introdotto nel 2019 in via sperimentale per un trienni dal governo Lega-M5s. Quota 100 insomma terminerà in ogni caso alla fine dell’anno. Questa forma di pensionamento anticipata sarà sostituita da misure a favore dei lavoratori impegnati in lavori usuranti.

Le poche e scarne righe dedicate da una delle ultime bozze del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) alla previdenza sono però cancellate nella versione finale. Una concessione alla Lega che premeva per trovare una soluzione alternativa che in qualche modo continuasse a consentire una uscita dal lavoro in anticipo rispetto ai 67 anni previsti dalle regole attuali. Fra le ipotesi studiate finora c’è quella di consentire l’uscita a tutti con 41 anni di anzianità lavorativa. Contro i 42 anni e 10 mesi attuali per gli uomini e i 41 anni e 10 mesi per le donne.