Assumere vitamine può ridurre la possibilità di contrarre un’infezione da Covid del 13%, almeno per le donne. È la conclusione a cui è arrivato un nuovo studio del King’s College di Londra, pubblicata sulla rivista BMJ Nutrition Prevention & Health. I ricercatori hanno utilizzato un’app, King’s ZOE, per monitorare le persone in Gran Bretagna con sintomi di coronavirus dall’inizio della pandemia e hanno scoperto che semplici integratori di vitamine sembravano avere un ruolo nel rischio di infezione.

Oltre ai multivitaminici, anche i probiotici riducono il rischio del 14%, mentre gli omega-3 lo riducolo del 12% e la vitamina D del 9%. Nessun rischio inferiore invece per vitamina C, zingo e aglio, spiega il quotidiano britannico Telegraph. Quando i ricercatori hanno esaminato specificamente sesso, età e peso, sono stati rilevati effetti positivi nelle donne di tutte le età e ogni peso, ma non per gli uomini. I ricercatori hanno affermato che la differenza di sesso può essere spiegata da differenze biologiche nel sistema immunitario di uomini e donne.

Gli studi

Risultati diversi sono stati invece rilevati in altri Paesi: in Svezia si è scoperto che i multivitaminici riducono il rischio del 22%, i probiotici del 37%, gli omega-3 del 16% e la vitamina D del 19%. Negli Stati Uniti i multivitaminici riducono il rischio del 12%, i probiotici del 18%, gli omega-3 del 21% e la vitamina D del 24%. Per lo studio, i ricercatori hanno analizzato le informazioni fornite da 372.720 abbonati britannici all’app e da circa 75.000 provenienti da Svezia e Stati Uniti. La domanda di integratori è esplosa in Gran Bretagna nell’ultimo anno, con le vendite di vitamina C in aumento del 110% e multivitaminici del 93%.