Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, annuncia la svolta nel protocollo per le cure domiciliari partendo dagli anticorpi monoclonali. Sileri ha riferito che è consegnato dalla direzione prevenzione del Ministero della Salute tre settimane fa, presto sarà diffuso. Nel testo si elencano i soggetti a rischio, spiega che i test che vanno eseguiti. Definisce gli score di attenzione come la frequenza respiratoria, il livello di coscienza, la temperatura corporea sia per le fasi iniziali, sia per quelle tardive, la saturazione. Devo dire che è assai bene articolato”.

Per valutare le condizioni del paziente positivo al coronavirus e le cure più appropriate da somministrare, bisogna considerare diversi fattori. In particolare, ha spiegato il sottosegretario Sileri: “Oltre alla temperatura corporea, la frequenza respiratoria, il livello di coscienza, la saturazione, ci sono degli indicatori in base ai quali si decide un determinato intervento.

I sintomi

Se siamo di fronte solo alla febbre, la risposta è quella del paracetamolo ma anche dei Fans, gli antinfiammatori non steroidei. Per altri farmaci dipende dalle condizioni del soggetto. Per esempio, per l’eparina, bisogna prima tenere conto che vi sono pazienti che già prendono anticoagulanti. L’utilizzo dell’eparina nella profilassi degli eventi tromboembolici nel paziente con infezione respiratoria acuta è previsto solo se è ridotta la mobilità. L’utilizzo, invece, subito dopo il tampone, senza fattori di rischio, non è consigliato. Anche gli antibiotici non sono raccomandati nelle prime 72 ore”.

Sugli anticorpi monoclonali, invece, ha dichiarato: “Ce ne sono tanti, ma ne stiamo usando ancora pochi rispetto alle possibilità. Mancava un percorso chiaro per la somministrazione che può avvenire anche a domicilio, se c’è un ospedale coordinatore. E il paziente deve avere determinate caratteristiche di rischio: un obeso, una persona cronicamente in dialisi o che abbia il diabete non controllato. Sono solo alcuni esempi di categorie per il quale è possibile un decorso della malattia che porta all’intubazione se non al decesso. Inoltre, per ricevere i monoclonali i pazienti non devono avere la polmonite in atto. Devono avere sintomi iniziali e quel tipo di caratteristiche”.