“Napoli è in guerra: urge un approccio strategico per contrastare la criminilità organizzata  e garantire incentivi e stabilità ai lavoratori precari di tutte le categorie”.

Con queste parole alza il tiro l’instancabile Giuseppe Alviti, Presidente nazionale Associazione guardie particolari giurate, nonchè segretario della Federazione nazionale Lavoratori.

“Omicidi, estorsioni, rapine, furti, atti  vandalici e numerosi episodi di violenza rappresentano la realtà parallela di uno spaccato del nostro vivere quotidiano. Il fenomeno della criminalità resta uno dei temi attuali e difficili da contrastare.Un’ unione di intenti e la stretta sinergia tra forze dell’ordine e guardie giurate, garantirebbe un sistema di sicurezza  rafforzato per prevenire e combattere ogni forma di criminalità.

L’ espansione  della criminalità organizzata sul territorio è in crescita esponenziale -afferma- Per garantire la salvaguardia dei cittadini, occorre prendere spunto dal protocollo nazionale firmato nel 2009, ma è praticato solo da alcune città italiane come Firenze- sottolinea il presidente- Affinchè magistratura, istituzioni politiche, primi cittadini, forze dell’ordine e guardie giurate, possano coalizzarsi in un grande scudo di protezione, si rende necessaria la messa in opera di  tali misure finora non  adottate.  Gli episodi di violenza continuano  a dilagare su tutto il territorio. La nostra categoria deve sostituirsi  alle figure preposte per  la tutela di aree spesso abbandonate nel “degrado del dimenticatoio”.

Il vaso di Pandora dal quale fuoriescono tutti i mali del mondo, viene scoperchiato dallo stesso Alviti, per porre in risalto un altro aspetto che martorizza la realtà partenopea, che paragona alla donna mortale del re dell’Olimpo.

“Non è accettabile l’episodio verificatosi ieri presso la stazione di piazza Dante della Linea 1 della metropolitana  di Napoli. Un uomo non può agire indisturbato, colpendo alla testa con un martello un agente  che presta servizio durante il turno di lavoro. Spero che dopo la denuncia del sindacato USB, questo episodio possa restare un caso isolato”.

A fare da fanalino di coda , l’ annoso problema degli incentivi e delle mancate  assunzioni a tempo indeterminato dei lavoratori precari in Campania.

“C’è fame di lavoro. E’ un virus letale: non possiamo abbassare la guardia. Il lavoro nobilita l’uomo e gli dona dignità. In qualità di segretario della Federazione nazionale Lavoratori-conclude –  chiedo la stabilizzazione dei lavoratori precari con nuove assunzioni, come nel caso del bando indetto per il personale non docente A.T.A.  Una società civile non può svilire una risorsa umana rendendola schiava”.

Un’ ampia versione che abbraccia differenti tipologie di criteri oggettivi da realizzare, per sopperire all’assenza di un tessuto connettivo sociale stabile e forte.