Le indagini della Dda di Napoli sulle due organizzazioni criminali attive nel territorio di Poggiomarino e culminate oggi nell’esecuzione di 26 misure cautelari hanno permesso di fare luce su un agguato avvenuto l’11 marzo 2017 in pieno centro a Poggiomarino. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a organizzare l’agguato furono i sodali del clan di Rosario Giugliano, detto “o’ minorenne”. L’ex sicario dei Fabbrocino alla guida di un nuovo gruppo criminale contrapposto a quello riconducibile ad Antonio Giugliano, detto “o’ savariello”, solo omonimo di Rosario. In tale situazione di fluidità criminale si colloca l’agguato alla Caffetteria Giugliano, avvenuto l’11 marzo 2017 in pieno centro a Poggiomarino. Ci furono colpi di pistola esplosi ad altezza d’uomo. Il commando, spiegano gli investigatori, ha agito nella convinzione che Giuseppe Giuliano Giugliano fosse all’interno del bar. Quindi allo scopo di ridimensionare la sua figura criminale.

Desideroso di appoggi criminali, Rosario Giugliano ha intrapreso alleanze con i Batti di San Giuseppe Vesuviano e con gruppi criminali dell’agro nocerino sarnese. In particolare con i Ferraiuolo di Pagani (Salerno). Mentre, in virtù dell’ascendenza con il potente clan Moccia di Afragola, ha rivendicato maggiori spazi operativi arrivando più volte allo scontro con il clan di Antonio Giugliano, retto dal figlio Giuseppe Giuliano Giugliano.