Diversi studiosi affermano che l’intero processo d’invecchiamento dalla nascita alla morte è dettagliatamente programmato in ogni cellula. Ancora oggi non sono stati scoperti geni della longevità, si teorizza che alcuni geni prediligono le cellule al suo interno del nucleo cellulare, a fine da consentire la fisiologia naturale della cellula riportando come fine ciò che viene denominato “invecchiamento”. Alcune recenti ricerche hanno descritto e teorizzato che le cellule iniziano ad invecchiare nel caso in cui si siano verificati degli errori nella mutazione genetica, o meglio denominata teoria della catastrofe dell’errore.

 

Una delle teorie più conosciute fu quella di Leonard Hayflick con la cosiddetta denominazione “il limite Hayflick” la quale teorizza che le diverse cellule si riproducono autonomamente in un numero limitato di volte il quale numero è geneticamente programmato, inoltre bisogna tenere in considerazione che la causa del danneggiamento delle cellule è dovuto anche al cibo spazzatura o sostanze non salutari per il nostro organismo.

 

Se riuscissimo a seguire un’alimentazione equilibrata con veri nutrienti biologici possiamo rallentare il processo del danneggiamento, o meglio la produzione di IRL radicali liberi, alcuni studiosi riportano come l’alluminio sia di gran lunga un metallo ad altro rischio tumorale e non solo, molti cibi che vengono proposti sul mercato in scatolette o prodotti contenente alluminio.

La sostanza alla quale viene a contatto il cibo con i continui sbalzi di temperatura non fa altro che assorbire il nutriente del composto chimico in questione; quindi bisognerebbe assolutamente evitare di acquistare cibi a stretto contatto con l’allumino a fine da bloccare la futura produzione anche se minima dei “Radicali Liberi”.

I radicali liberi ossidano e attaccano altri componenti cellulari causando diverse future mutazioni o alterazione nel corso fisiologico dell’esistenza, il fine di tutto ciò è la morte cellulare alla quale viene riportato un numero costante di cellule.

Un ottimo blocco dei radicali liberi è dovuto ad un uso frequente di dosi supplementari di vitamina C, vitamina E, beta-carotone e Coenzima Q10, considerati antiossidanti e “disinfettanti” naturali contro i Radicali liberi e non solo. Altre teorie che causano l’invecchiamento è quella mitocondriale la quale viene riportata come distruzione cellulare per le diverse cellule presenti conducendo all’invecchiamento cellulare, tutto ciò ovviamente è anche collegato alla produzione dei radicali d’ossigeno specifici o meglio detti ROS. Venne scoperto che i ROS vengono prodotti nei mitocondri, la tossicità che riportano non fa che danneggiare in modo irreversibilmente le macromolecole cellulari, ma a sua volta i ROS possono riprodursi.

E’ stato dimostrato che durante l’invecchiamento c’è un aumento sproporzionato di enzimi antiossidanti, un sistema naturale contro alcune cellule del nostro corpo, le quali cercano di riportare una genetica di avanzamento d’età e fisiologicamente prestabilita, ma ovviamente tutto ciò appare inutile perché, come detto precedentemente, ancora oggi non è stato scoperto il vero gene della longevità. Con l’avanzamento dell’età il cervello, le ghiandole endocrine, il sistema immunitario, cominciano lentamente a perdere la loro normale funzionalità, causa come descritto precedentemente dovuto all’invecchiamento delle cellule, producono anche uno sbilanciamento fra i diversi sistemi e canali di riferimento, anche
il sistema recettoriale viene a mancare in forma complessa, l’udito, la comprensione ed altro ancora.

Alcuni scienziati hanno teorizzato che la morte avvenga proprio quando uno o diversi di
questi processi viene a difettare nelle sue funzioni principali, ma anche la teoria dell’autoimmunità fa discutere molto. Il sistema immunitario perde la propria capacità di distinguere virus o corpi estranei dai normali materiali corporei, quindi a sua volta si incorre nel rischio di eliminare i geni “positivi” insieme ai “negativi”, in un processo
di autodistruzione: in altre parole l’autoimmunità può essere uno dei meccanismi che stanno alla base dell’invecchiamento.

 

L’attività sportiva viene vista come fattore positivo al fine da bloccare o distruggere il normale processo dei radicali liberi, o meglio le kcal bruciate agevolano il lavoro delle cellule e del sistema immunitario nel distruggere e ossidare alcuni macronutrienti presenti nell’organismo umano.

Basti ricordare che ogni alimento nei supermercati è al 50% un prodotto chimicamente lavorato, lo si capisce quando si leggono le informazioni legate alla sua composizione, quindi diviene assolutamente necessario utilizzare il più possibile cibi biologici, al fine da non sovraccaricare il nostro sistema e farlo “lavorare” in maniera più naturale e facilitata. Lo sport è stato dimostrato essere una vera “medicina” contro diverse patologie, comprese quelle legate a sviluppo di cellule tumorali: il movimento della “macchina umana”
con l’ossidazione continua dei micronutrienti in eccesso, fa sì che si stabilizzino il normale deflusso e la normale prevenzione salutare. Lo sport non deve essere certamente visto come un’ossessione o come una forza mirata al miglioramento del proprio stato mentale e fisico, ma soprattutto come un aiuto per l’organismo, al fine da avere una migliore qualità di vita e una migliore prospettiva di longevità, contro le diverse cellule che causano l’invecchiamento danneggiando l’organismo umano. Lo stress, il nervosismo e la depressione sono forti cause di invecchiamento e alimentano determinate cellule “negative”: attraverso lo sport si può eliminare questo rischio.

Vengono raccomandati almeno 60 minuti al giorno di attività sportiva e, in questo contesto, possiamo distinguere 5 categorie di attività: sedentaria, leggera, moderata, vigorosa, di alta intensità. La raccomandazione è di un’attività tra i 3 e i 6 MET o meglio un’attività moderata, anche una semplice passeggiata con un molto accelerato, al fine da scaricare sia la tensione psicologica che il lavoro metabolico in cui l’organismo è impegnato.
Con un’attività motoria preventiva si va ad innalzare la temperatura corporea, il nostro organismo come anche i nostri muscoli, lavorano in maniera molto migliore con temperature più alte, quindi l’innalzamento dell’attività atletica sportiva, va a stimolare un maggior consumo di ATP (Adenosinatrifosfato) che va ad aumentare la produzione di Creatinfosfato, che a sua volta incrementa glicolisi e glicogenesi muscolare, consentendo un miglior processo di consumo di energia e di macronutrienti in questione. Un fattore correlato può essere il Diabete, una malattia cronica che insorge quando il pancreas non produce abbastanza insulina o quando l’organismo non può utilizzare con efficienza l’insulina che viene normalmente prodotta. Con l’aumento di insulina si rischia di incombere in iperglicemia (aumento di zuccheri), danni al sistema nervoso, danni al cuore, danni ai reni, danni alla vista (retinopatia diabetica, causa molto comune di cecità, per accumulo nel corso degli anni di danni a carico dei piccoli vasi della retina).

Il Diabete viene classificato di Tipo 1 e di Tipo 2: le cause che portano al diabete di Tipo 1 sono ancora sconosciute, mentre quelle di Tipo 2 sono come detto note e riconducibili ad errori alimentari e sedentarietà; la fascia di età più colpita.

Per il Diabete di Tipo 2, è dai 40 anni in su, e spesso la causa principale è proprio l’assenza di attività fisica nella vita di tutti i giorni. Anche il diabete, a mio avviso, può rientrare fra i fattori in gioco in una possibile teoria dell’invecchiamento, anche alla luce del fatto che un eccesso di alimenti chimici non fan altro che aggravare il problema della perossidazione da radicali liberi.