Un atto di accusa nei confronti della gestione della pandemia in Italia. Il ” J’ accuse” sulla mistificazione della realtà ad ampio spettro da sottoporre all’attenzione della Magistratura. Numerose le argomentazioni e le prove stilate, di carattere tecnico, scientifico e di natura legale.


La denuncia parte dalla conferenza stampa, tenutasi di recente presso la Camera dei Deputati. Voluta ed organizzata dall’ On. Sara Cunial con l’assistenza dagli avvocati Alessandro Fusillo e Francesco Scifo ed elaborata dal dott. Franco Trinca.
Un faldone corredato da 170 lavori scientifici e lungo 80 pagine. Al vaglio: terrorismo, strage, epidemia colposa o dolosa, turbata libertà dell’ industria del commercio e lesioni personali.


” Siamo di fronte ad una tragedia del futuro. I reati che noi abbiamo evidenziato sono: associazione a delinquere, eventuale omicidio, condotte di terrorismo e omissioni varie. E’ necessaria un’indagine investigativa-  ha spiegato Franco Trinca- Abbiamo il dovere morale di ribellarci alla distruzione del Paese. Una gestione a nostro parere a dir poco criminale. A nostro avviso i dati a distanza di un anno, lasciano intendere che qualcosa non va in termini di narrativa scientifica e non solo. Sappiamo che è in corso l’inchiesta di Bergamo, anch’essa rilevante e che si concentra su quanto accaduto ad Alzano e Nembro, in maniera più estesa”.

Nella lista delle accuse: la terapia salvavita della malattia da adottare e ancora ” blindata” dai protocolli di cura ministeriali, dell’ AIFA, del CTS ed in primis dell’ OMS.

“L’ esistenza del virus Sars-Cov2 esiste dal 2003 ed è la più annunciata a livello internazionale. Quindi il virus non era sconosciuto, come anche le trombosi che causa. Il Coronavirus vista la sua imminenza non è stato aggiornato e neanche applicato. La coraggiosa iniziativa di medici di famiglia che non si sono limitati alla vigile attesa e al paracetamolo, hanno ottenuto la totale guarigione dei loro pazienti. Essi sin da subito hanno effettuato le autopsie di casi deceduti per Covid, sempre vietate. Questa acuta sindrome respiratoria, si può curare con i medicinali da banco, se presa in tempo e senza degenerare. Altra incoerenza del governo precedente e vigente- ha aggiunto Alessandro Fusillo-  è la terapia telefonica e non domiciliare. Il collasso sanitario per ricoveri ospedalieri, la saturazione delle terapie intensive e la dannosa intubazione. I 120mila casi di decessi, sono la prova evidente che i dirigenti del ministero della Salute, non sono in grado di occupare la loro funzione oppure dolosamente la esercitano. I familiari dei deceduti ci chiedono giustizia-ha sottolineato- Noi abbiamo il dovere morale di far chiarezza su queste vicende scandalose”.

Alle premesse dell’ esposto-denuncia non ultima quella delle vaccinazioni.

“Non ho nulla contro i vaccini- ha sottolineato Alessandro Fasullo- Credo nella loro efficacia ed importanza. Il nostro stupore è divenuto incontenibile. Non si può proporre e soprattutto imporre un vaccino come panacea universale e la cui efficacia scientifica è ancora incerta. Occorrono anni di studio e di sperimentazione. Certezze che si valutano in base ad  un’equazione numerica ed accurata di casi certi, non su una sperimentazione di massa. Vietandone la facoltà di libertà di scelta, si vìola un diritto. Il nostro scopo è quello di far luce su un’ emergenza che si avvale ancora di strategie attendiste e pericolose per la popolazione e che procede solo con continue proroghe e cambiamenti cromatici insensati. Un prezzo troppo alto che ancora stiamo pagando di uno Stato deviato!”.