Il decreto legge sarà in vigore fino al 31 luglio e contiene un compromesso tra governo e Regioni sulla scuola. Non ci sarà, infatti, il ritorno in presenza da lunedì per tutti gli studenti delle superiori. Quella della scuola in presenza al 100% era una soluzione “tecnicamente impraticabile” secondo i presidenti di regioni per due motivi. La capienza dei traporti pubblici ridotta al 50% per le normative anticovid e i limiti strutturali delle scuole italiane. Non consentono infatti di rispettare le restrizioni con la presenza di tutti gli studenti. Nella bozza il governo prevede dunque dal 26 il ritorno in classe almeno al 50% per gli studenti delle superiori nelle zone rose. E almeno al 60% e fino al 100% in quelle arancioni e gialle. Infanzia, elementari e medie saranno invece in presenza in tutta Italia. Una soluzione alternativa sarebbe stata quella di allungare l’anno scolastico. Ma i sindacati della scuola si sono opposti.

Un’altra novità è che i governatori non potranno derogare a queste disposizioni se non in presenza di casi di “eccezionale e straordinaria gravità” dovuti al virus. “L’obiettivo del governo – dice il ministro per gli Affari Regionali Mariastella Gelmini – è quello di favorire il ritorno a scuola dei ragazzi e lo faremo gradualmente, in modo progressivo e sicuro”. “Conosciamo le difficoltà – aggiunge il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – ma il nostro obiettivo da realizzare quanto prima è quello di riportare tutti in presenza al 100%”.