Le ha puntato la pistola alla testa. Minacciata di morte la moglie in più occasioni. «Stai zitta, chiuditi in casa e non parlare con nessuno», le ha più volte ripetuto il marito. Una storia di violenza da cui la vittima di Castellammare è riuscita a liberarsi, trovando il coraggio di rompere il recinto di terrore in cui l’aveva chiusa il marito. Calci, pugni e ogni tipo di percosse subiti per anni. E anche un episodio più grave di altri, con una ferita alla testa che l’ha costretta ad andare in ospedale. Condannato a tre anni il trentenne stabiese che, nell’agosto del 2020, aveva cacciato di casa la donna e suoi figli piccoli.

Un abisso di botte e intimidazioni finito con l’arresto dell’uomo ai domiciliari nel suo quartiere nel centro antico. Si chiude con una sentenza il capitolo più buio per la moglie, difesa dall’avvocato Michele Starace, e i suoi bimbi. Finiti con lei in mezzo alla strada dopo anni di violenze fisiche e psichiche, prevaricazioni e umiliazioni che le hanno reso la vita impossibile davanti allo sguardo atterrito dei figli. Poi la sentenza di martedì scorso e la possibilità per lei e i suoi bimbi di cominciare un’altra vita.