“Vogliamo giustizia perche’ vogliamo capire le motivazioni per cui e’ morta questa donna. Dicono che il vaccino Astrazeneca e’ sicuro solo perche’ ci sono piu’ rischi che benefici. Delle persone sono morte, tutte con la stessa patologia, non puo’ essere una coincidenza”. A dirlo e’ Nicola Barbatelli, legale della famiglia di Sonia Battaglia, la 54enne di San Sebastiano al Vesuvio deceduta ieri dopo giorni di ricovero nella terapia intensiva dell’ospedale del Mare. Il 1 marzo ha ricevuto un vaccino del lotto ABV 5811 di Astrazeneca. Sul caso indaga ora la procura di Nola e lunedi’ sara’ conferito l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia.

Il legale

“Sappiamo che la correlazione con il vaccino e’ complessa – prosegue l’avvocato – ma sappiamo anche che lei era sana, sono state escluse altre patologie. Tutto questo significa che ci troviamo di fronte a un caso, come ce ne sono stati altri nel mondo, in cui la causa di queste patologie sopraggiunte e’ il vaccino”. L’obiettivo della famiglia Battaglia e’ “dimostrare che quella dose ha provocato la malattia. Non ci interessa parlare in generale della sicurezza dei vaccini – continua Barbatelli – ma vogliamo che sia fatta verita’ e speriamo che anche i medici riescano a trovare una correlazione”.

Il figlio Raffaele

Il figlio di Sonia, Raffaele Conte, spiega che c’e’ “attesa per l’esito dell’autopsia, ma noi siamo certi che sia stato il vaccino. È stata una trombosi sopravvenuta a causa del vaccino. Mia madre – ricorda il figlio della donna – e’ sempre stata una donna sanissima: alimentazione corretta, allenamento, vita regolare, nessuna patologia. Siamo arrabbiatissimi perche’ non c’e’ nessuna spiegazione per la morte di mia madre. Porteremo avanti la nostra battaglia perche’ siano evidenziate le problematiche legate alla somministrazione di questo vaccino”.