Il suo post ripreso da numerosi quotidiani italiani tra cui Il Giornale. Diventa così un monito contro la Dad, che particolarmente in Campania tiene gli alunni in casa da ormai un anno. M. V. 17 anni tra quindici giorni, iscritto al liceo artistico di San Giuseppe Vesuviano, ha pubblicato su Facebook un lungo sfogo. Ha scritto di sentirsi stremato da questa situazione e di aver pensato di abbandonare gli studi. “Non vado a scuola in presenza – scrive Marco – da un anno. Nemmeno i laboratori hanno riaperto. Sono in un liceo artistico, come si può pretendere di fare attività laboratoriale a distanza?”. Sulla chat è riuscito a rispondere alle nostre domande, nell’intervallo tra una lezione e un’altra. “La Dad – dice – mi ha fatto soffrire molto, perché innanzitutto non interagisco più con nessuno che vada oltre la mia famiglia, la scuola era anche un pretesto per la socialità, per poter scambiare opinioni nella ricreazione su qualcosa; posso solo immaginare quanto soffrano i bambini più piccoli”.

L’isolamento

Il giovane studente si lamenta per l’isolamento sociale a cui è costretto da mesi. “Lo stare davanti al Pc per tante ore – continua – mi obbliga ad andare a letto molto tardi, sia per i compiti, che sono il triplo, sia per lo stress. Al liceo artistico, dal terzo anno in poi, si scelgono gli indirizzi che si vogliono seguire: moda, arti figurative, grafica, architettura e questo dovrebbe darci l’opportunità di conoscere nuovi compagni e nuovi professori; tutto ciò per quanto mi riguarda, purtroppo, non è mai successo”. Marco si rivolge direttamente al presidente della Regione De Luca, il suo è un ragionamento lucido e maturo. “Vedo persone che si lamentano della chiusura in tutta Italia da ormai quindici giorni – conclude – ma io cosa devo dire? Sono in Dad da un anno, e succede solo in questa regione. Il governatore si giustifica dicendo che chiude le scuole perché la Campania ha una grossa densità abitativa, ma la Lombardia cosa deve dire con dieci milioni di abitanti?”.