Quattro morti in una sola notte nell’ala Covid di Castellammare. Sono ore tragiche le ultime nel pronto soccorso del San Leonardo. In città diminuiscono i contagi, ma non si fermano i ricoveri dei pazienti. Anzi. Si è abbassata l’età di chi ha bisogno delle cure in ospedale e per le troppe richieste vengono trasferiti solo i malati in condizioni più critiche. Ambulanze sempre in attesa nel parcheggio dell’ospedale, in attesa che si liberi un posto letto. All’interno i medici e gli infermieri assistono il doppio dei malati previsti. Dai dodici stabiliti, ieri notte, si è arrivati a 23. Poi scatta il trasferimento nei Covid Hospital, che però nelle ultime settimane sono quasi tutti al collasso. Ritornate da giorni anche le barelle in corsia per diminuire il numero di malati che aspettano in ambulanza.

Una situazione di continua emergenza che sta portando il personale al limite per la stanchezza dovuta a turni massacranti. «Non abbiamo neanche il tempo per andare in bagno o bere», racconta una infermiera. Tutti in condizioni critiche i positivi che arrivano nel reparto stabiese, con l’ossigeno per respirare. E in dodici ore per quattro persone non c’è stato più niente da fare. E non è tutto. Ieri notte, hanno fatto irruzione nel pronto soccorso stabiese tre persone. Accompagnavano una donna da Torre del Greco con un probabile infarto, intorno all’una, e sono entrati violentemente nel reparto chiuso a tutti per il rischio contagio. Urla e offese con le quali hanno provato a costringere i medici ad occuparsi della donna senza attendere l’esito del tampone rapido, decisivo per decidere quale percorso attivare.