Il Ministero della Salute ha disposto il «divieto di immissione in commercio e contestuale provvedimento di ritiro dal mercato» delle «U-Mask Model 2.1», la nuova versione delle note mascherine, finite nei mesi scorsi al centro di un’indagine della Procura di Milano per frode nell’esercizio del commercio. In quel periodo se ne vedevano in giro di tutti i colori, poi il divieto e il ritiro dal commercio. Il precedente modello, il «Model 2», era stato già oggetto di un analogo provvedimento sempre da parte della Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero, alla fine di febbraio.

Il blocco

Il blocco alle vendite del primo modello era deciso dopo che i carabinieri del Nas di Trento avevano segnalato al Ministero che le mascherine U-Mask risultavano come dispositivi medici. Ma solo in base a certificazione di un laboratorio «privo di autorizzazione», sottoscritta da un soggetto senza laurea. Sulla vicenda la Procura di Bolzano aveva aperto un’inchiesta per l’assenza di autorizzazioni. Oltre che per esercizio abusivo della professione in relazione al laboratorio sequestrato.

L’inchiesta

A Milano, invece, aperta a fine gennaio un’inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco e dal pm Maura Ripamonti. Qui è indagato l’amministratore della filiale italiana della società produttrice delle U-Mask. I pm milanesi nelle scorse settimane hanno anche affidato una consulenza ad un esperto per analizzare non solo le U-Mask, di cui sono sequestrati a gennaio una quindicina di campioni per verificarne il filtraggio. Ma anche quelle dell’azienda concorrente dal cui esposto è partita l’inchiesta. In più, accertamenti sono in corso anche sul nuovo modello delle mascherine. Nel frattempo, anche l’Antitrust a febbraio aveva avviato un procedimento.