«Temevo di essere ammazzato dai carabinieri e scappai». Ennesima udienza del processo ai carabinieri di Torre Annunziata, accusati di essere stati corrotti dal boss del narcotraffico di Boscoreale Franco Casillo, detto ’a vurzella. A riportare l’udienza è il quotidiano Roma oggi in edicola. Ieri mattina ha parlato in aula. I fatti risalgono a prima del 2010, quando secondo l’Antimafia ci fu un accordo tra quei carabinieri e Casillo.

Il racconto

Con il maggiore Pasquale Sario e il maresciallo Gaetano Desiderio, a processo c’è anche l’appuntato Sandro Acunzo, ritenuto il tramite della “trattativa” e il regista anche di una prima finta collaborazione di Casillo. Casillo ha raccontato, così come già avvenuto nell’udienza del 28 maggio del 2019, la sua versione sul carico di cocaina da 335 kg sequestrata e poi distrutta. «I rapporti con Acunzo – ha spiegato ieri in aula Casillo – si rompono quando l’altro maresciallo Vecchio mi dice che è finita la cocaina in caserma. Ma Acunzo mi diede appuntamento sopra al Vesuvio e pensavo volesse uccidermi». A precisa domanda, Casillo ha spiegato di aver avuto «paura di essere ucciso da Acunzo, quindi chiesi di parlare con il pm della Dda».

Il Piano Napoli

Il boss del Piano Napoli ha anche parlato di rapporti poco idilliaci tra i carabinieri e il generale Andrea Paris. «Lo volevano infangare – ha affermato Casillo dinanzi al giudice Iannone – Vecchio mi diceva sempre di coinvolgerlo quando si facevano cose». Ascoltato anche il generale Andrea Paris, che ha risposto alle domande della pm Ivana Fulco. Paris ha ricostruito tutti i passaggi, in particolare sull’episodio del sequestro di droga al porto di Napoli, con le comunicazioni iniziali che parlavano di 350 chilogrammi di cocaina.