Home Cronaca Giuseppe ucciso dal patrigno: “No all’ergastolo, era sotto l’effetto di droghe”

Giuseppe ucciso dal patrigno: “No all’ergastolo, era sotto l’effetto di droghe”

Dopo la Procura di Napoli Nord e le associazioni in difesa dei diritti dei minori Cam Telefono Azzurro e Akira, anche Tony Essobti Badre, ha presentato istanza di appello avversa alla condanna all’ergastolo in primo grado. Il 26enne è ritenuto colpevole dell’omicidio del piccolo Giuseppe, il bimbo ucciso il 27 gennaio 2019 a Cardito. Con il suo avvocato Pietro Rossi ha fatto ricorso contro il carcere a vita inflitto dalla Terza Corte di Assise di Napoli. Nelle 46 pagine consegnate ai giudici, l’avvocato Pietro Rossi, chiede, tra le altre cose, il riconoscimento del vizio parziale di mente per il suo cliente. E lo fa in relazione all’uso cronico di sostanze stupefacenti.

Lo spinello

Rossi ricorda che Badre anche prima di colpire a morte il piccolo Giuseppe e la sorellina, quella tragica domenica aveva finito di fumare una canna. Lui stesso l’aveva lasciata nel posacenere la sera precedente. Inoltre, durante l’esame dell’imputato, rispondendo alle domande del sostituto procuratore, Essobti, confermò che solitamente, fumava 12-15 spinelli al giorno. Non solo. Disse anche che, nelle festività, consumava anche cocaina. In sostanza, secondo l’avvocato Rossi, Tony Essobti Badre era in un perenne dipendenza fisica e psichica. Dunque una intossicazione cronica da stupefacenti.

L’ora del decesso

Per questi motivi, secondo l’avvocato, al suo cliente va riconosciuta una attenuazione della pena. Tra i punti battuti dall’avvocato Rossi nell’impugnazione, figura, tra l’altro, anche l’ora della morte del piccolo Giuseppe. Ricorda il legale che non è accertata con precisione e che, secondi il consulente, è da collocare più in avanti rispetto alle stime rese note durante il processo. Per questo motivi fa istanza affinché sia nominato un perito medico-legale che accerti con precisione questo dato, una richiesta formulata ai giudici di primo grado ma non accolta.

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