“Siamo preoccupati per Giuseppe Montanile, il sindaco di Brusciano, comune del Napoletano, decaduto per le dimissioni di 14 consiglieri. Tutte presentate mentre al primo cittadino era assegnata la protezione da parte del prefetto di Napoli per le pesanti minacce subite. Dopo il manifesto-appello per ‘Brusciano libera dalle camorre’ a cui hanno aderito decine di associazioni, esponenti sindacali. Così come comitati, gruppi del volontariato, parlamentari, dai social sono giunte all’ex sindaco ulteriori minacce”.

Il comunicato congiunto

Lo affermano in una nota i senatori Sandro Ruotolo, Loredana De Petris e Vasco Errani del Gruppo Misto, Silvana Giannuzzi, Sabrina Ricciardi, Vincenzo Presutto, Sergio Vaccaro, Raffaele Mautone del Movimento 5 Stelle. E ancora Franco Mirabelli e Valeria Valente del Pd, i deputati Gennaro Migliore di Italia Viva, Umberto Del Basso De Caro, Raffaele Topo e Paolo Siani del Pd. E poi Conny Giordano, Gilda Sportiello, Catello Vitiello, Iolanda Di Stasio, Virginia Villani, Silvana Nappi, Alessandro Amitrano, Cosimo Adelizzi, Luigi Gallo, Nicola Provenza, deputati del Movimento 5 stelle, Flora Frate di Azione +Europa.

C’è un video

“Una in particolare e’ gia’ all’esame dei carabinieri a cui hanno consegnato un video nel quale una donna residente al rione 219 dice: ‘Te lo dico per l’ennesima volta devi fare la morte del topo, ti devo vedere schiacciato’ – spiegano. Intanto, è depositata nei due rami del Parlamento la nostra interrogazione rivolta al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Chiediamo di rafforzare l’attività di contrasto alla criminalita’ organizzata a Brusciano. In particolare nella lotta alle piazze di spaccio e alla sua filiera criminale del rione 219. Poi congiuntamente istituire una commissione d’indagine per verificare se i gravi episodi di minacce, aggressioni anche via social e boicottaggio emersi in questi mesi nei confronti dell’ex sindaco Giuseppe Montanile e della sua amministrazione, siano tali da aver alterato, influito, condizionato su una parte del Consiglio comunale e contrastato con gli atti compiuti dall’amministrazione'”.

La mobilitazione

“E’ rilevante e da segnalare la grande mobilitazione e solidarietà che si è creata attorno al manifesto-appello per ‘Brusciano libera dalle camorre’. A testimonianza che la battaglia di liberazione dei territori dai clan non riguarda solo Brusciano. Ma tutti i comuni della Provincia di Napoli, da tempo interessati da un escalation criminale con attentati, intimidazioni e minacce. La lotta alle camorre – concludono – per noi è prioritaria, anche se dobbiamo rilevare come sia scomparsa dall’agenda politica. Ed è fondamentale per liberare le nostre terre e garantire un vero sviluppo del Mezzogiorno d’Italia”.