Maria Mazza, showgirl, attrice e presentatrice televisiva, è da diversi mesi protagonista di una vera e propria battaglia per i diritti dei bambini campani in seguito alla chiusure delle scuole dovuta al diffondersi della pandemia e alla decisione intrapresa dal governatore della regione.

Maria Mazza è fermamente decisa a non fermarsi, sostenendo una campagna a favore dei diritti dei bambini campani di fronte alle numerose possibilità ad essi negate con la chiusura delle scuole. Lo scorso martedi, la nota showgirl, assieme a moltissime altre mamme campane, ha partecipato attivamente ad una manifestazione No Dad sul lungomare di Napoli, azione che l’ha portata ad avere un accesso limitato ai propri canali social per tre giorni per aver pubblicato contenuti circa la lotta che sta conducendo dallo scorso ottobre.

Maria Mazza è oggi qui con noi al Fatto Vesuviano per parlarci della sua “esperienza” con la Dad e dell’auspicato sostegno per il ritorno all’attività in presenza dei bambini campani.

Maria, viviamo un momento difficile da più di un anno . La pandemia ha condizionato totalmente le nostre vite, costringendoci ad adattarci ad uno stile di vita completamente diverso rispetto al passato. Ogni giorno da quel primo lock down proviamo a non essere “umani”e a cercare di non avere contatti con persone care ed amici. Più di noi adulti si può affermare che siano i bambini a risentire fortemente della chiusura delle scuole e della impossibilità di vedere i propri compagni , le maestre e gli amici proprio in un’età in cui è fondamentale il confronto diretto con i propri coetanei . Come definiresti questo disagio dei più giovani in questa situazione ?

“I bambini sono i più penalizzati da questa pandemia già da un anno ciò accade soprattutto in Campania che per il discorso scuole non si è mai allineata alle decisioni del governo centrale.
Nessuno ha pensato ai più piccoli neanche durante il primo lockdown quando si è parlato persino di come far fare i bisogni ai nostri cani”.

 

I bambini di tutto il mondo si sono ritrovati dietro ad un monitor a vivere le proprie vite e la scuola , dad, lezioni di danza, di musica, catechismo , tutto rigorosamente online. Se all’inizio tutto ciò era visto come un’opportunità, come è stato gestito emotivamente dai propri figli e dalle mamme ed i papà coinvolti in prima persona nella gestione delle attività didattiche dei propri figli?

“Durante il primo lockdown eravamo tutti impreparati e ci siamo fidati ciecamente delle istituzioni come giusto che fosse quindi ci siamo attrezzati al meglio per adeguarci. Ci aspettavamo che in estate si pensasse a come pianificare scuola,sanità e trasporti ma nulla è stato fatto”.

Come riesci a conciliare la tua vita professionale fatta di mille impegni,che ti portano anche a spostarti per lavoro,con le attività della tua bambina ? Come siete riuscite a trovare il giusto equilibrio nella gestione dei tutto ciò ?

“Riesco a gestirmi grazie all’aiuto del mio compagno, ristoratore altrettanto colpito dalla pandemia, e di mia madre che vive con me”.

 

Ad un anno di distanza , ritieni che la Dad sia uno strumento che possa ritenersi valido da ogni punto di di vista per la crescita emozionale e lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei nostri figli ?

“Assolutamente no,soprattutto per una prima elementare.

Descrivici una giornata tipo in casa tra lavoro e impegni della tua bambina

“Una giornata tipo? Sveglio mia figlia è la preparo per la Dad , intanto corro a fare la spesa rispondendo alle mail di lavoro, torno subito da sveva che ha bisogno di supporto frequentando la prima elementare in dad appunto. Poi mille cose relative alla gestione di una casa ed ancora nel pomeriggio mi dedico a lei cercando di farle ogni supporto essendo anche figlia unica. Tutto ciò quando sono a casa. In caso contrario dal treno o dagli studi televisivi telefono a casa per ricordare i vari appuntamenti in dad di Sveva”.

Hai un aneddoto particolare da raccontarci ?

“Aneddoti tanti, ma soprattutto la frustrazione di imparare a leggere e a scrivere tramite computer”.

Alla luce di tutto ciò , quale è il consiglio che Maria Mazza desidera dare alle mamme che come lei affrontano in prima linea questa realtà ?
“Tanto coraggio e pazienza. Ma soprattutto combattere affinché i bambini campani abbiano gli stessi diritti degli altri bambini italiani”.

Quali le proposte per una migliore gestione delle vite e della crescita dei nostri bambini vorresti dare a chi ci governa ?

“Mettere in sicurezza le scuole ed ascoltare chi non ha voce”.