Pasqua e i week-end con le regole della zona rossa, come durante le festività di Natale. E coprifuoco anticipato alle 20, per quello che il capo dell’Istituto superiore della Sanità, Silvio Brusaferro, ha definito «giallo intenso» nell’ultimo vertice con Mario Draghi celebrato martedì. Domani entra in vigore il nuovo Dpcm, scadenza il 6 aprile, ma il governo teme sia già vecchio, inadeguato a fronteggiare l’aggressività delle terza ondata dell’epidemia. Da qui l’ipotesi di nuove restrizioni a misura di varianti. L’impennata dei contagi era già stata messa in conto, analizzata e studiata.

Ed erano state ritenute «probabilmente insufficienti» le restrizioni del nuovo Dpcm. Tant’è martedì, nel presentare il provvedimento, il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto: «Il governo valuterà nelle settimane che verranno l’evoluzione della curva epidemiologica e come eventualmente adeguare le misure». Draghi però è intenzionato ad attendere qualche giorno, prima di decidere l’eventuale nuova stretta. Il premier e i ministri sanno che il Paese è allo stremo, che qualsiasi ulteriore giro di vite potrebbe innescare proteste o (se va bene) fenomeni di disubbidienza civile.