Si attende l’esito dell’autopsia per far luce sulle cause della morte di Vincenzo Russo, bidello 58enne di una scuola di Casalnuovo, deceduto il 10 marzo nella clinica Villa dei Fiori di Acerra. Tre giorni dopo essersi sottoposto alla vaccinazione anti Covid-19 all’ospedale di Giugliano in Campania. La relazione tra vaccinazione e decesso dell’uomo al momento non è dimostrata. I familiari, difesi dall’avvocato Raffaella Iodice, hanno presentato una denuncia alla Polizia di Stato di Acerra e sulla vicenda la Procura di Nola ha aperto un fascicolo. Disposto intanto l’esame autoptico sulla salma. Russo aveva ricevuto una dose di vaccino Astrazeneca, non del lotto bloccato ieri dall’Aifa.

I familiari

Nella denuncia, la moglie ha riferito che l’uomo lamentava forti dolori allo stomaco ed è andato con il 118 alla clinica acerrana. Qui nella notte tra martedì e mercoledì, le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso. Si tratta della seconda denuncia presentata in Campania da familiari che temono che la morte di un proprio congiunto possa essere legata alla somministrazione di un vaccino anti Covid.

Il caso della prof

Nel primo caso si era trattato di una professoressa di Napoli, Anna Maria Mantile, 62 anni, deceduta pochi giorni dopo la somministrazione del vaccino Astrazeneca nell’ambito della campagna vaccinale sul personale scolastico. L’autopsia disposta dalla Procura di Napoli ha però escluso un legame con il vaccino, individuando in un infarto intestinale la causa della morte della donna. Sarà comunque svolto un esame istologico sui campioni prelevati. Anche in questo caso, la dose di Astrazeneca inoculata non apparteneva al lotto bloccato dall’Aifa.