“Professore lei mi mortifica”. “E che ti devo dire? Tu devi andare a fare il medico, sei al sesto anno e mi parli ancora di divisione cellulare nel morto? Ma t’hanna arresta’” (in dialetto napoletano, ti dovrebbero arrestare). E’ diventato virale il botta e risposta in videoconferenza tra un professore di medicina dell’Universita’ ‘Vanvitelli’ di Caserta e una studentessa che stava sostenendo l’esame in versione Dad, da casa.

Arriva la mamma medico

Battibecco arricchito da un seguito quando fa la sua comparsa nel video la madre della ragazza sostenendo che la figlia sarebbe “mortificata” dal docente al quale chiede conto. La donna, che si e’ qualificata come medico, rimprovera al professore di aver ripreso in modo troppo aggressivo la figlia dopo una risposta sbagliata. Il video del litigio e’ poi finito online, senza alcun autorizzazione delle due parti coinvolte, diventando virale, e creando parecchi disagi alla stessa giovane studentessa.

Come è arrivato sul web?

Ancora non si sa chi sia stato a pubblicarlo, ma la partecipazione anche di altri studenti, oltre a quelli impegnati nella prova, amplia la platea dei possibili responsabili. Sulla vicenda e’ intervenuta una nota dell’Universita’ della Campania Luigi Vanvitelli, in cui si spiega come “il video sia stato mandato online in maniera illecita. Senza alcun consenso o autorizzazione delle persone coinvolte”. “Le immagini che stanno girando – si sottolinea – evidenziano un momento di tensione e incomprensione tra studentessa e docente. Poi ampiamente superato nei giorni successivi”.

Il Rettore

“Il Rettore – si legge nel comunicato – ha incontrato immediatamente la studentessa non appena ne ha fatto richiesta. “La studentessa ha rappresentato soprattutto la difficolta’ che e’ scaturita dalla diffusione di queste immagini e il proprio disagio personale. Il Rettore, in questa ottica, si impegna a fare chiarezza tra quanto avvenuto tra la studentessa e il docente e manifesta tutto il suo disappunto nei confronti di chi ha pubblicato il video in maniera impropria”.