Oggi presentiamo un giovane scrittore partenopeo ed il suo primo libro, il romanzo “Travolto da un cielo d’estate”.

Emanuele Papa nasce a San Gennaro Vesuviano (Napoli) il 21/10/1995. Consegue il diploma di liceo classico nel 2014 e la laurea in Farmacia nel 2019 all’“Università degli Studi di Napoli Federico II”.

Appassionato di letteratura e scrittura fin dai primi anni di scuola, decide dal 2018 di lavorare, a fasi alterne, alla sua prima pubblicazione: “Travolto da un cielo d’estate”.

Appassionato di sport, in particolare arti marziali, diventa cintura nera e istruttore di Taekwondo.

Da anni è impegnato in attività di promozione sociale e culturale soprattutto nell’ambito delle politiche giovanili.

TRAMA:

Davide e la sua vita apparentemente serena vengono sconvolti da una serie di eventi travolgenti. Un turbinio di emozioni lo porta a vivere un’altalena di sensazioni, toccando il punto più alto con Valentina, un amore nato durante un viaggio a Barcellona, carico della spensieratezza dei loro anni migliori, e quello più basso con la scoperta di un incredibile segreto familiare che farà vacillare tutte le sue convinzioni. Davide, dopo un lungo viaggio dentro se stesso, tra le pieghe più profonde dell’anima, capirà quello che conta davvero e deciderà se vale di più la serenità familiare o la verità.

DICE L’AUTORE:

Questo romanzo nasce dal caso, o meglio dalla noia di un ennesimo pomeriggio improduttivo passato a studiare noiosissime formule chimiche. Seduto alla scrivania per evadere dalla monotonia degli esami universitari, presi un diario, un vecchio diario di scuola con le pagine quasi tutte consumate e iniziai a scrivere, a penna, di getto, come se avessi una storia da raccontare. Quella storia non c’era ma prendeva via via forma, ogni pagina mi inspirava quella successiva, è come se qualcuno mi dettasse un racconto pieno di particolari e colpi di scena, ma a crearlo ero io e neanche me ne rendevo conto. Dopo una prima stesura olografa parziale (suddivisa tra il vecchio diario ormai terminato e un quaderno di appunti di Dante cimelio degli anni di scuola), decisi che questa storia meritava di essere portata a termine ma non ero ancora pronto, ancora non avevo la visione chiara della vita e di me stesso. Decisi quindi di posticipare la conclusione del romanzo. Così passarono i mesi, andai in erasmus consapevole che mi sarei arricchito di esperienze e storie da raccontare. Feci così e quel posto (Barcellona), mi diede quel qualcosa in più per trasformare dei pensieri scritti su dei fogli stropicciati, in una storia, la mia storia o forse la storia di tutti. Così fu, così è nato, così ha preso forma una delle esperienze più belle della mia vita.

BREVE ESTRATTO:

Una scoperta, un viaggio, un incontro, uno sguardo, due o tre secondi al massimo e la tua vita può cambiare per sempre.

Sembra assurdo, ma tanto può bastare per sconvolgerti la vita, un lampo, un istante, un baleno.

Le cose più importanti della vita durano davvero poco o sicuramente meno del ricordo indelebile che lasciano.

Quanto dura un singolo battito cardiaco? Quanto ci si impiega per morire? E per concepire una nuova vita? Quanti secondi sono necessari per stravolgerti l’esistenza?

La nostra è una storia di ricerca, di risposte a chissà quali domande, di tanti quesiti irrisolti, una storia che parla dell’amore nelle sue più svariate declinazioni, per cercare di spiegare un verbo così magicamente diverso da tutti gli altri.

La ricerca non è forse l’essenza stessa dell’amore, del vivere, del divenire? Io non so dirvi di preciso cosa significhino realmente queste grandi parole e forse nessuno ne è davvero in grado, ma di certo esse incarnano un qualcosa di troppo grande per essere ridotto in vocaboli comprensibili per gli adulti; per i giovani invece è diverso, per loro è possibile capire anche l’incomprensibile, cogliere l’inafferrabile, osare l’impensabile.

I giovani sono gli unici in grado di capire che alla fine dei nostri giorni dovremmo restituire soltanto il non vissuto.

Nella mente di Davide, nonostante la confusione più totale, un concetto è chiaro: l’uomo si nutre di passioni, di scoperte, di nuovi inizi; sa che non bisogna mai adagiarsi sul pregresso, mai accontentarsi del già ottenuto, ma puntare ad obiettivi sempre più alti, ad maiora.

Non dimentichiamo, in fondo, che siamo una specie che per diletto, nonostante i problemi del nostro pianeta, si è industriata per andare nello spazio e che da millenni, di notte, rivolge speranzosa lo sguardo alla volta delle stelle.

Come i lupi che ululano alla luna, noi protendiamo per il trascendente, il lontano, il futuro: è l’innata voglia di scoprire che ci ha permesso di evolverci dalle fiere e guai a mortificare questo anelito di infinito, sarebbe la fine dell’umanità.