Di sicuro uno dei più noti commercianti di antichità della zona vesuviana è Vincenzo De Prisco, addirittura lo si può definire il Maestro o il Professore in questa professione. Sfruttando le leggi dell’epoca sulle antichità e oleando un pochino chi di dovere il suo risultato personale è stato eccezionale. Dal primo scavo archeologico che effettuò nella sua proprietà e a sue spese in via Settetermini (Villa Pisanella) a Boscoreale, visto l’enorme guadagno ricavato dalla vendita del cosiddetto “Tesoro di Boscoreale”. Così a pensato bene di investire parte del ricavato nell’acquistare altri terreni e scavare. E poi vendere i tesori nascosti sotto la cenere e a creare un vero export di pezzi unici e preziosi.

IL PERSONAGGIO

Vincenzo De Prisco è nato il 9 agosto 1855 a Boscoreale ed è morto il 16 giugno del 1921 sempre a Boscoreale ed è stato anche Deputato del Regno D’Italia per due volte consecutive.

Dopo la vendita del “Tesoro” ha svolto una vita brillante vita tra viaggi e divertimento, ha speso tantissimi soldi per due campagne elettorali che lo ha visto eletto deputato in entrambi i casi, una vita iniziale solitaria e poi in compagnia della bellissima ballerina viennese Sofia Kohut che sposò nel 1913 di vent’anni più giovane.

GLI SCAVI

Il primo scavo lo effettuò tra il 1894 e il 1900, la cosiddetta Villa della Pisanella e con la vendita del “tesoro” composto da un servizio d’argento massiccio di circa trenta chili e monili si arricchì all’improvviso. Capi che questa era la strada giusta per fare soldi facili, subito acquistò altri terreni e si dette molto da fare. Nel 1889 acquistò il fondo di Francesco Vona sempre a Boscoreale in via Grotta, dove scopri la Villa di Publio Fannio Sinistrore con affreschi del I sec. a.c. di secondo stile pompeiano. Venduti poi all’asta ai più importanti Musei di tutto il mondo, poi altri scavi a Boscotrecase e Scafati.

Anche altri seguirono le orme del Maestro De Prisco per fare soldi facili ma nel 1939, precisamente il primo giugno 1939 n.1089 entrò in vigore questa nuova legge nota come (Bottai), molto chiara. “Appartenenza allo Stato dei Beni di valore Storico Artistico”, quindi non più vendibili.

Gli attuali Tombaroli

Questo tipo di attività è ancora oggi praticata da persone esperte dette “Tombaroli” dove il guadagno facile piace a tutti e questo territorio offre tanto. L’ultimo caso si è verificato vicino Pompei in località Civita Giuliana. I tombaroli hanno fatto un lungo cunicolo da un casolare di fronte e portato via diversi oggetti e danneggiato alcuni affreschi fino a quando sono intervenuti i Carabinieri locali che dopo un’attenta indagine hanno bloccato tutto. Gli archeologi hanno continuato gli scavi con ottimi risultati, basti pensare ai calchi dei tre cavalli.

Cosa proviene dal Somma Vesuvio

Nei più importanti Musei di tutto il mondo ci sono reperti provenienti dall’ombra del Somma-Vesuvio, immaginate nelle case dei privati. Basta pensare al Vicerè Spagnolo Pedro Antonio De Aragon che fece smontare le statue della fontana dei Quattro fiumi o dei Quattro del Molo nel porto di Napoli. Rappresentavano in Gange, il Nilo, il Tigri e l’Eufrate e se le portò a Madrid nei suoi giardini, un’opera realizzata dallo scultore Giovanni Merliano da Nola con antichi marmi per non parlare dei francesi, gli austriaci, i tedeschi. La pena per i tombaroli al momento è il carcere.

*Biologo Naturalista