Sarno. Accolto il ricorso della Imet Energia, la società titolare di uno degli impianti di biogas a Foce. Annullata l’ordinanza del sindaco di Sarno che, alla fine dell’anno scorso, aveva ordinato l’interruzione dell’attività di biomasse.
Eccesso di potere e difetto di istruttoria, sono le motivazioni che hanno portato il Tribunale amministrativo regionale di Salerno ad accogliere il gravame della Imet Energia, società ecologica perugina, rappresentata e difesa dall’avvocato Marcello Fortunato nel giudizio contro il Comune di Sarno. La vertenza scaturisce da due ordinanze sindacali del primo cittadino di Sarno Giuseppe Canfora. La prima, datata 18 dicembre, che ordinava alla Imet la rimozione di tutti i cumuli maleodoranti dall’impianto di via Muro D’Arce, nella località di Foce, e imponeva di adottare tutte le opportune precauzioni atte ad evitare la diffusione di odori al di fuori del perimetro aziendale. Contestualmente il sindaco Canfora disponeva anche la sospensione di ogni attività lavorativa fino al compimento delle operazioni richieste dal Comune di Sarno. Tale provvedimento veniva emanato, nel caso di specie, dopo un sopralluogo degli agenti di Polizia municipale che avevano riscontrato la propagazione di odori nauseabondi nella località di Foce imputabile alla manca copertura delle biomasse nei piazzali dell’impianto.
La seconda ordinanza sindacale impugnata dalla ditta ecologica, datata 29 dicembre, reiterava, invece, l’ordine di chiusura con interruzione immediata di ogni attività dell’impianto di biogas. Avverso i due provvedimenti, la Imet Energia si è rivolta al Tar di Salerno chiedendo l’annullamento di entrambe le ordinanze sindacali. Il Tar salernitano, sezione seconda presieduta dal magistrato Nicola Durante, esaminati gli atti del procedimento, ove il Comune di Sarno si è costituito con l’avvocato Paolo Centore, ha emesso sentenza in forma semplificata accogliendo le doglianze della ditta ecologica. Nel dettaglio, in riferimento alla prima ordinanza del 18 dicembre, il Tar ha dichiarato il gravame inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse stante il fatto che la Imet ha “Comprovatamente adempiuto alle prescrizioni del Sindaco, come si evince dalla documentazione e dai rilievi fotografici depositati”. Mentre, per l’ordinanza del 29 dicembre, il Tar ha accolto ed annullato il provvedimento del sindaco di Sarno. Secondo il Collegio della magistratura amministrativa, quest’ultimo provvedimento è illegittimo in considerazione del fatto che il Comune di Sarno “Avrebbe dovuto effettuare una rigorosa ed analitica istruttoria, volta ad accertare la situazione di pericolo per l’incolumità pubblica”. Da ciò ne deriva, secondo i giudici che L’ordinanza è viziata da eccesso di potere e difetto di istruttoria”. In definitiva, la Imet può tranquillamente continuare a lavorare, sempre, però, nel rispetto delle normative in materia ambientale e nel rispetto della salute dei cittadini. Si tratta di una delle tante vertenze istaurate dal Comune di Sarno per combattere contro i colossi dei rifiuti che hanno sede sul territorio sarnese. Nel caso della Imet, la ditta è titolare di un impianto di biogas, alimentato da biomassa vegetale ed, in particolare, dagli scarti di lavorazione delle attività agroindustriali , come ortaggi e legumi, che, da un lato, produce energia da fonti rinnovabili, e, dall’altro, smaltisce i residui di tali prodotti.