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Ricoverato d’urgenza, contrae il Covid e muore: altra bufera sulla sanità in Campania

Ricoverato d’urgenza all’ospedale si era salvato. Ma durante la degenza ha contratto il Covid ed è morto. E così i familiari Mario Saraceno, ottant’anni, di Mercato San Severino, deceduto il 27 dicembre scorso per Coronavirus all’ospedale Da Procida di Salerno, si sono rivolti ai legali di Studio 3A per avere giustizia. Il 27 novembre Saraceno fu colpito da un’ischemia cerebrale e trasportato in ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Qui l’intervento per rimuovere un trombo all’arteria cerebrale. L’intervento era riuscito perfettamente con buone speranze di ripresa. Il paziente sottoposto poi a due tamponi, entrambi negativi, e a una bronscopia, sembrava riprendersi.

Il trasferimento

Nei giorni successivi, però, era disposto il trasferimento nel reparto di Neurologia da cui era riportato nella Stroke Unit per il riaggravarsi delle sue condizioni di salute. Il 20 dicembre, secondo quanto si legge nella nota di Studio 3A, i familiari avevano saputo del trasferimento dell’uomo al Da Procida vista la positività al tampone.

Il decesso

La figlia, il 26 dicembre, aveva scritto anche una mail di formale protesta al direttore generale dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi. Ripercorrendo qui il calvario del genitore ed esprimendo perplessità sulle misure di sicurezza adottate nel reparto di Neurologia. La situazione, intanto, era precipitata con il decesso dell’uomo il giorno dopo. I familiari della vittima hanno deciso di appurare se vi siano state responsabilità da parte dei sanitari e della struttura che ha avuto in cura il paziente.

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