Home Cronaca Parcheggio camion dei rifiuti in area protetta: maxi-sequestro nella zona stabiese

Parcheggio camion dei rifiuti in area protetta: maxi-sequestro nella zona stabiese

Reati urbanistici e ambientali: sequestrata un’area gestita da una societa’ specializzata nel trattamento dei rifiuti solidi urbani. E’ accaduto a Sant’Antonio Abate, dove i carabinieri forestali del nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo. Il fondo di circa 850 metri quadrati in via Lenze, gestito da “L’igiene urbana srl”, societa’ affidataria del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per conto del Comune.

Le indagini

Le indagini hanno permesso di accertare che l’appezzamento, nonostante avesse destinazione agricola ed era di particolare rilevanza paesaggistica ed ambientale, era utilizzato dalla ditta “come area di parcheggio continuativo, afferma in una nota il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso. Degli automezzi aziendali in violazione della disciplina urbanistica di settore e dei divieti imposti dal testo unico ambientale. Determinando così anche un pericolo concreto di inquinamento della zona interessata”. I carabinieri forestali hanno anche riscontrato presenza di percolato dovuto alla sosta degli autocarri destinati alla raccolta dei rifiuti. Oltre che di oli provenienti dai sistemi idraulici e meccanici.

La Procura

Il fondo, secondo Fragliasso, ”risultava del tutto inadeguato rispetto all’utilizzazione come area di parcheggio, essendo sprovvisto delle caditoie grigliate per la captazione delle acque di piazzale”. Trovati anche veicoli fuori uso e rifiuti di varia natura (mattoni, calcinacci, materiale plastico e tubazioni metalliche). A seguito del sequestro e’ stato disposto anche lo sgombero di automezzi e veicoli presenti in quel momento.

I reati accertati

“Il sequestro preventivo dell’area – conclude il procuratore di Torre Annunziata – si e’ reso necessario al fine di inibire la protrazione dei reati accertati. E l’aggravamento delle conseguenze degli stessi nonche’, come ritenuto dal giudice delle indagini preliminari, di far cessare la persistente e notevole lesione dell’ordinato sviluppo urbanistico del territorio”.

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