E’ un evento raro, forse rappresenta addirittura un unicum. Ieri, durante le perquisizioni dei finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata e della Compagnia di Casalnuovo nell’ambito di un’indagine su corruzione e rifiuti a Napoli, sotto sequestro beni per un valore quasi doppio rispetto a quello stimato, pari a 4 milioni di euro, disposto dal giudice. A far lievitare in maniera esorbitante il valore dei sequestri è il ritrovamento, nella cantina di uno degli arrestati, l’imprenditore Salvatore Abbate, di oltre 4,5 milioni di euro in contanti. Soldi che hanno provocato non pochi grattacapi alle operazioni di conteggio.

I conti e gli immobili

Questa enorme quantita’ di denaro si va ad aggiungere a quanto trovato su diversi conti correnti e agli immobili. E anche abitazioni e ville, ai quali le fiamme gialle hanno apposto i sigilli. Una enorme quantita’ di denaro contante forse frutto delle attivita’ di riciclaggio dell’imprenditore coinvolto nell’inchiesta. Abbate è considerato capo di una cordata di imprese. Corrompendo dipendenti pubblici e anche poliziotti, è riuscita ad accaparrarsi e a lucrare sullo smaltimento dei rifiuti a cavallo tra il 2017 e il 2018.